Peste suina, emergenza alle spalle nessun contagio da cinque mesi
Pavia. Risale allo scorso 1° luglio l’ultimo cinghiale risultato positivo alla Psa (peste suina africana). Segno, evidente, che il virus della peste suina africana sta scomparendo in una provincia drammaticamente segnata dall’infezione.
i numeri
I dati dell’Unità organizzativa Veterinaria di Regione Lombardia, guidata da Francesco Maraschi, indicano un quadro in netto miglioramento e mostrano gli effetti positivi delle azioni di depopolamento dei cinghiali. Ed è a questi dati che guardano gli allevatori suinicoli, stremati da un virus che ha portato all’abbattimento di quasi 104mila maiali, mettendo in ginocchio un comparto che prima della peste suina africana valeva circa 219 milioni di euro e dava lavoro a 400 persone. Allevatori che finora hanno ottenuto solo il 70% degli indennizzi per danni indiretti registrati nel 2024. All’appello mancano circa 4 milioni di euro, soldi che servono per la ripartenza. «L’emergenza Psa per il nostro territorio non è finita – sottolinea Paola Fugagnoli, direttrice di Cia -. Se l’epidemia è sotto controllo, grazie agli sforzi di tutti gli allevatori e al coordinamento del commissario Giovanni Filippini e del nostro subcommissario, Mario Chiari, continuano le difficoltà per le poche imprese ancora operative, schiacciate dai debiti e dall’incertezza sulla ripartenza. Per questo come Cia chiediamo che vengano stanziate le risorse necessarie a completare l’erogazione degli indennizzi da danni indiretti sull’ultimo bando che copriva quasi tutto il 2024. Chiediamo, inoltre, che si trovino risorse per supportare il riavvio e il ripopolamento degli allevamenti. Va infatti premiato lo sforzo di chi, dopo tanti mesi, è riuscito a tenere aperta la propria attività». L’associazione chiede quindi di individuare i fondi necessari a sostenere gli allevamenti della provincia.
aziende pronte al rilancio
«Abbiamo già chiesto il supporto di alcuni esponenti politici del territorio, come il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio e i consiglieri provinciali Ruggero Invernizzi e Claudio Mangiarotti, ma intendiamo contattare tutti i nostri rappresentanti perché ora è fondamentale – precisa Fugagnoli - mettere le aziende nelle condizioni di ripartire». Intanto l’intero comparto guarda a Bruxelles, con la speranza, anche se non in tempi stretti, di un’ulteriore revisione delle zone di restrizione. Stanno infatti continuando a ritmo serrato le operazioni di depopolamento dei cinghiali e di ricerca di carcasse, anche con il supporto dei cani molecolari e delle ditte specializzate. Stando ai dati dell’Unità organizzativa Veterinaria di Regione Lombardia, guidata da Francesco Maraschi, nel 2025 sono stati 930 i cinghiali sottoposti ad analisi in seguito ad abbattimento di cui 826 sono risultati negativi e 30 positivi. Dei 65 cinghiali trovati morti, 38 erano negativi alla Psa e 27 positivi. Rispetto al 2024 è quindi diminuito il numero di quelli sottoposti ad analisi (2171), segno che le attività, seguite costantemente dal sub commissario Mario Chiari, stanno portando al risultato di abbassare, fino a farla scomparire, la carica virale che circola .Stefania Prato