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Più richieste di aiuto a Violetta, 74 in un anno

Ivrea

Tre sono i numeri significativi circa le richieste di aiuto ricevute e accolte dall’associazione Violetta-La forza delle donne dal novembre 2024 all’ottobre 2025: 65 richieste di aiuto per sé, 9 di richieste di aiuto o orientamento per altri, per un totale di 74. Dati in aumento, rispetto all’anno predente, dal novembre 2023 all’ottobre 2024, quando le richieste per sé furono 54 e quelle per altri 6, in tutto 60.

«Si tratta di un aumento significativo – ha spiegato la responsabile scientifica dell’associazione, la dottoressa Barbara Bessolo, psicologa e psicoterapeuta – che fa ben sperare, non per l’aumento in sé, ovviamente, ma in quanto significa che, finalmente, sta emergendo il sommerso e le donne stanno trovando la forza di denunciare e non temono più, né si vergognano, di chiedere aiuto per ritrovare se stesse e riappropriarsi della loro vita».

L’assistenza alle vittime è certamente la parte più delicata della vasta rete di attività tessuta dall’associazione Violetta dal 2017 a oggi e che coinvolge fattivamente volontari, studenti, docenti forze dell’ordine e gente comune. Lo ha spiegato la dottoressa Bessolo sabato al teatro Giacosa in occasione dell’evento annuale dell’associazione Violetta. Meglio di chiunque altro però lo hanno raccontato due donne che grazie all’associazione Violetta sono state messe in condizione di salvarsi. La loro testimonianza, toccante e intensa, che ha polarizzato l’attenzione dell’intero teatro gremito in occasione dell’evento annuale per la presentazione di quanto svolto negli ultimi dodici mesi, è valsa, da sola, tutto l’impegno e gli sforzi compiuti dall’associazione dalla sua nascita a oggi. Due donne, un’ostetrica e un’immobiliarista, entrambe professioniste di successo, stimate, apprezzate e anche amate sul lavoro e controllate, umiliate e oggetto di violenza fisica e psicologica da parte dell’uomo che avevano scelto e amato, tra le pareti di casa: vittime entrambe del dualismo schiacciante tra due situazioni in relazione reciproca di opposizione. Le due signore, nella conversazione condotta con affettuoso rigore da Elena Gallo, hanno voluto dare il loro contributo, non per entrare nel merito specifico delle loro storie, ma per fornire indicazioni e messaggi alle altre donne, per far comprendere loro che non esistono solo i fatti di cronaca che finiscono coi femminicidi, ma che ci sono tante situazioni, anche sul territorio, che grazie all’appoggio di realtà come quella di Violetta possono trovare una soluzione. Situazioni che non fanno notizia, ma che è importante conoscere per sapere come muoversi in caso di bisogno e per non essere travolte dalla violenza. Le due donne fanno parte di un gruppo più vasto, costituitosi spontaneamente, le cosiddette Donne di Violetta: una rete di aiuto reciproco che le aiuta a darsi vicendevolmente una mano anche all’esterno dei percorsi compiuti e le fa essere di aiuto alle altre donne. Nel corso della serata sono intervenuti tutti gli attori di questa rete che fa capo a Violetta, ma è nel ringraziamento di queste due donne alla presidente, Lilli Angela, alla vicepresidente Barbara Bellardi, a Bessolo e a tutti quelli che compongono l’associazione, che si è compreso l’enorme valore di quanto si compie a Ivrea.

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