Due milioni per Ayamè, ponte solidale tra Pavia e Costa d’Avorio da 34 anni
PAVIA. Da 34 anni l’Agenzia n.1 per Ayamè realizza progetti in Costa d’Avorio. Impianti per l’acqua potabile, villaggi rurali, presìdi sanitari e una Pouponniere che accoglie una sessantina di neonati sieropositivi (l’Aids è una piaga ancora aperta), in molti casi orfani.
«Fino ad ora abbiamo gestito budget di 100-150 mila euro all’anno – racconta Rino Rocchelli, presidente e coordinatore generale dei progetti dell’Agenzia, che porta avanti l’eredità di uno dei fondatori, Ernesto Bettinelli – il nuovo progetto, appena approvato dal MAECI, Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, attraverso l'AICS (Agenzia Italiana Cooperazione e Sviluppo) ci fa compiere ora un gigantesco salto di qualità. Una responsabilità che ci impegna molto».
Un budget di 2milioni e 300mila euro per il progetto Prima i minori. Un riconoscimento di un lungo e serio lavoro trentennale. Il più importante in cui l’Agenzia pavese (dal 2002 riconosciuta tra le poche Ong italiane) si sia finora impegnata.
Per portarlo a termine ha stretto accordi con altre due grandi realtà che operano in Costa d’ Avorio: Mani Tese e Gruppo Abele. E ha coinvolto sei partner locali. Una corazzata di nove realtà che porteranno avanti il progetto in tre direzioni: salute e servizi di base, protezione dei minori dalla tratta e avviamento di una filiera del cacao equa e sostenibile.
Dispensari medici per l’infanzia
«Da tempo medici e specializzandi di Pavia partecipano alle nostre missioni – spiega Rocchelli – Vorremmo potenziare il sostegno alla prima infanzia e alla pediatria del territorio, anche aumentando la ricettività della Pouponniere. E soprattuto realizzare una decina di dispensari sanitari attrezzati nella regione». Raggiungere l’ospedale di Ayamè per molte famiglie disseiminate nei piccoli e lontani villaggi è ancora un viaggio difficile. In particolare, per migliorare la qualità della vita nel distretto di Aboisso, si lavorerà anche sulle installazioni idrauliche. L’acqua sporca e spesso inquinata è una delle cause principali di mortalità nei bambini.
La seconda missione del progetto mira a contrastare la tratta e il lavoro dei minori, con la creazione di un centro di accoglienza, insieme al Gruppo Abele, a Grand Bassam.
Cacao equo e solidale
Quello della filiera del cacao è invece un sogno accarezzato da tempo (e in realtà già avviato) da Age nzia 1. Partendo dall’impianto di fermentazione ed essicazione del cacao, già realizzato, sta nascendo un’associazione di sessanta produttori locali, con l’obiettivo di proporre al mercato oltre100 tonnellate di cacao di qualità e di implementare un sistema di tracciabilità per agevolare le esportazioni sul mercato internazionale.
Giovedì, alle 21, nell’aula Goldoniana del collegio Ghislieri l’Agenzia n.1 convoca l’assemblea dei soci, aperta anche chiunque fosse interessato al progetto. «C’è l’esigenza di allargare la nostra rete di sostegno – spiega Rocchelli – aprire di più ai giovani, comunicare meglio, anche grazie a loro, quello che facciamo».