Screening e pronto soccorso punti deboli della sanità in provincia di Pavia
PAVIA. Nella provincia più anziana di Lombardia (e con migliaia di pazienti cronici) il policlinico è “promosso” sui tempi di attesa per gli interventi oncologici ma non sul pronto soccorso, poiché è uno di quelli dove – a livello nazionale – si rischia di aspettare di più. Ancora basso, invece, il tasso di adesione agli screening nel territorio di competenza dell’Ats di Pavia: questa la fotografia scattata da Agenas (agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) nell’ultima edizione del suo rapporto sulle performance delle aziende ospedaliere e territoriali pubbliche riferito al 2024. Non si tratta di una classifica, ma un pacchetto di indicatori per indagare l’efficienza delle cure offerte ai cittadini.
Al San Matteo
Valutato insieme ad altri 19 ospedali universitari con più di 700 posti letto, il San Matteo è uno dei migliori sul fronte del rispetto dei tempi di attesa per ricoveri chirurgici oncologici e di protesi d’anca (insieme all’ospedale di Padova e al Careggi di Firenze). E a partire dal 2022 si registra un miglioramento sostanziale in alcuni ambiti: se tre anni fa solo il 32 per cento delle operazioni per tumore al polmone veniva eseguito entro 30 giorni dalla data di prenotazione, nel 2024 (l’ultimo rilevato) la percentuale sale al 96 per cento, che è il secondo miglior risultato dopo Padova nel campione di ospedali considerato dall’agenzia ministeriale Agenas. Bene anche il rispetto dei tempi per il tumore alla mammella, con il 93 per cento degli interventi eseguiti entro 30 giorni dalla prenotazione. Più indietro la percentuale che riguarda le operazioni sul tumore al colon: quelle eseguite nei termini sono l’81 per cento, una buona rilevazione a paragone con altre aziende ma inferiore rispetto a quella del 2022, quando la percentuale si attestava a 93 punti. Allargando il campo allo scenario nazionale, tuttavia, ci si accorge di come l’efficienza nelle cure dipenda anche dal proprio codice postale: al Dulbecco di Cosenza o al policlinico di Palermo, la percentuale di tumori al colon operati entro 30 giorni oscilla intorno al 35 per cento.
Il policlinico ha dimostrato anche il buon livello di sostenibilità economica, con costi operativi e tempi di pagamento ai vertici del campione esaminato: una gestione accorta rilevata Agenas anche nel 2023, dopo i buchi in bilancio del passato. Nella media la vecchiaia delle apparecchiature: secondo Agenas il 26.7% ha più di 10 anni di servizio ma, essendo un dato 2024, potrebbe non essere più aggiornato dato quest’anno il policlinico ha messo in campo più di 5 milioni di investimenti per rinnovare i grandi macchinari. Il tasto dolente, semmai, sono ancora i tempi di attesa in pronto soccorso: nel 2024, il 17.5 per cento di pazienti che si sono rivolti al reparto d’urgenza del policlinico ha atteso più di otto ore, un valore utilizzato come parametro per valutare l’efficienza di quest’ambito. Secondo Agenas, la percentuale di attese superiori alle 8 ore è tra le più altre del campione di ospedali universitari preso in esame dall’agenzia.
Sul fronte della sanità territoriale, invece, la principale carenza riguarda gli screening.
La prevenzione
Secondo Agenas, la percentuale di screening al colon nel 2024 si è fermata al 28.2 per cento della popolazione target nell’Ats di Pavia. Un dato basso e in leggera discrepanza rispetto a quello fornito da Ats nel febbraio 2024 (34%), comunque migliore di altri territori dove Agenas parla di rilevazioni da zerovirgola. Meglio gli screening per alla mammella (51.7 per cento, in aumento rispetto al ’23). Stabile l’adesione agli screening alla cervice che rimane intorno al 40 per cento. —