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Cadono con l’auto nel burrone, tre morti. Lavoravano tutti per una ditta di Pavia

VILLAGRANDE. Pochi giorni di lavoro, nella prima settimana dall’arrivo in Sardegna, per occuparsi di un cantiere post alluvione a Villagrande Strisaili, poi, domenica mattina, la decisione di dirigersi verso Tortolì per fare acquisti. Ma il destino, evidentemente, aveva deciso qualcosa di diverso per i 33enni Thamer Shehabeld e Ahmed Sharweda, e per Mohamed Rizk, di 36 anni, tre giovani, di origine egiziana, freschi di residenza nell’Isola e pieni di sogni di vita.

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La dinamica

Intorno alle 11.20, infatti, la Golf 4 blu guidata da uno di loro arrivata a pochi chilometri dal paese, sulla strada provinciale 27, che collega Villagrande a Tortolì, nei pressi del ponticello di S’Othai per qualche ragione comincia a sbandare ed esce fuori dalla carreggiata. E in quel tratto, una situazione del genere non lascia scampo, né il tempo di correggere la manovra. La Golf si schianta sul guard rail laterale, lo sfonda e precipita sulla scarpata sottostante. Dopo un volo di dieci metri finisce semi-immersa in un ruscello. Per un tragico scherzo del destino, visto che i tre giovani nei giorni precedenti, come dipendenti di una ditta di Pavia, si erano occupati proprio del cantiere per costruire il ponte sul rio Figu Niedda.

I primi soccorsi

E così, ribaltata e con l’acqua che le penetra nei finestrini, la scorgono dall’alto i primi automobilisti che passano poco dopo lo schianto sullo stesso tratto. C’è un guard rail divelto, del resto, ci sono piccole parti di carrozzeria sparse qua e là, e c’è il silenzio tremendo che spesso segue le tragedie della vita. Chi si affaccia dal ponticello presente in quella parte di Provinciale, si accorge subito che non c’è tempo da perdere perché là sotto una Golf ribaltata sta continuando a imbarcare acqua e chiunque sia al suo interno deve essere tirato fuori al più presto. Così i primi coraggiosi si calano sulle rocce della scarpata e arrivano a toccare la pancia della Golf che emerge dal ruscello. Alcuni frammenti di un video sui social network documentano quegli attimi concitati: c’è chi avverte gli altri che all’interno dell’auto c’è ancora qualche segnale di vita, chi ripete che qualcuno là dentro ha dato segnali di vita. O almeno così sembra. E anche chi tenta di aprire almeno uno degli sportelli del veicolo. Ma la forza e la pressione esercitata dall’acqua è troppa e nessuno riesce.

Il recupero dell’auto

La spunteranno, poco dopo, i vigili del fuoco arrivati in forze dai vicini distaccamenti di Lanusei e Tortolì, e con gli esperti del nucleo di soccorso alpino-fluviale e fluviale-alluvionale del comando di Nuoro, e i sommozzatori del reparto volo Sardegna. Cominciano le difficili operazioni di soccorso e di recupero dell’auto. Il punto nel quale è precipitata la Golf, del resto, è piuttosto insidioso. Quando i vigili del fuoco riescono, dopo tanti sforzi, a estrarre i tre operai dal veicolo, per questi ultimi non c’è più niente da fare. I corpi vengono adagiati su alcuni teli, in attesa che arrivino gli inquirenti e il personale medico insieme ai carabinieri. Ma nel frattempo, sul tratto della provinciale 27 teatro dell’incidente si cominciano a raccogliere tanti residenti della zona, diversi automobilisti di passaggio, colleghi dei tre giovani operai. E arriva, disperato, pure un giovane collega, e connazionale, dei tre operai. Pur non parlando l’italiano, lascia intendere che ieri mattina solo per un caso fortuito non era salito sulla Golf per recarsi a Tortolì insieme agli amici.

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