Telecontact, incontro dei sindacati e del sindaco di Ivrea con la Regione Piemonte: «Il comparto necessita di investimenti»
IVREA. Su richiesta dei sindcati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcomm Uil del Piemonte si è svolto questa mattina presso la Regione Piemonte un incontro per continuare a denunciare la vicenda legata alla cessione da parte del Gruppo Tim della società Telecontact center. All'incontro hanno partecipato la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino, la Città metropolitana di Torino nella persona di Sonia Cambursano, il sindaco di Ivrea Matteo Chiantore e l'assessora con delega al lavoro Gabriella Colosso.
Anche in questa occasione le organizzazioni sindacali hanno avuto modo di ribadire la loro totale contrarietà all'operazione che vedrà complessivamente circa 1.600 lavoratrici e lavoratori, di cui 90 su Ivrea, essere oggetto di una cessione verso una neo costituita società Dna srl con 10 mila euro di capitale sociale. Se da un lato questa operazione dimostra il proseguo dello smantellamento di Tim che, dopo la cessione di Olivetti al Gruppo Buffetti e della propria Rete al fondo americano Kkr, continua inesorabile la deindustrializzazione del gruppo di telecomunicazioni che fino a qualche anno fa era il quinto operatore mondiale del Settore, dall'altro rappresenta la fine definitiva della possibilità di trasformare un settore, quello dei contact center, in qualcosa di industrialmente rilevante e più moderno.
«Avevamo intravisto nell'entrata di Poste Italiane, che oggi detiene poco meno del 25% delle quote di azionariato in Tim la possibilità di rilancio dell'Azienda e il veicolo “pubblico” – spiegano i sindacati - con il quale mettere un po' di ordine all'interno di un settore strategico come quelle delle telecomunicazioni. Se, come crediamo, il comparto necessita di forti investimenti, riteniamo che questi possano essere fatti all'interno di piani industriali di aziende solide economicamente e con una chiara missione. Per queste ragioni abbiamo continuato, anche oggi, a dichiararci indisponibili a qualsiasi accordo che non abbia le necessarie caratteristiche, non solo di garanzia dei perimetri occupazionali immediate, ma anche di prospettive future».
Infine le organizzazioni sindacali hanno trovato l'occasione per chiedere alla Regione Piemonte di accendere un faro sul territorio di Ivrea e più in generale sull'eporediese. Le attività di telecomunicazioni, naturale sbocco industriale a seguito del disfacimento delle attività legate al mondo Olivetti, come denunciamo ormai da qualche anno a questa parte, rischiano, per via di assenze di politica industriale e per scelte errate, di compromettere seriamente il tessuto produttivo del territorio. Dei circa 6.000 addetti nel comparto telecomunciazioni sul territorio regionale, circa 2.000 operano nell'eporediese: Tim, Wind3, Vodafone (in questi giorni oggetto di fusione per incorporazione in Fastweb), Konecta, One os, Inps servizi e altre ancora.
zÈ necessario, attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori interessati, Istituzionali, Sindacali, mondo delle Imprese e Confindustria, riaffermare la centralità di questo settore sul territorio e immaginare politiche che possano consentire un suo mantenimento e possibilmente un suo futuro. Le organizzazioni si sono rese disponibili, sin da subito, ad un confronto in merito. Ci auguriamo che la Politica possa essere all'altezza della sfida. In alternativa, ci troveremmo ad assistere, oltre che al continuo disfacimento di un Settore importante, anche al contestuale impoverimento di un territorio», spiegano i sindacati.
Il 10 dicembre si terrà in sede ministeriale un nuovo incontro su Telecontact.