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I 10 film francesi più belli del 2025

Dal Messico di narcotraffico e redenzione alla Giura di formaggi d’eccezione fino al Giappone di luci e ombre. I film transalpini osano, esplorano e spesso seducono. Tra quelli usciti in Italia nel 2025, ecco i 10 film francesi più belli.

Emilia Pérez di Jacques Audiard

Trascinante dall’inizio all’ultima sequenza, nel finale così solenne e dissacrante, Emilia Pérez è in assoluto il film più bello del 2025, al di là dei natali francesi (pur essendo ambientato in Messico e recitato in spagnolo e inglese).
Un musical tra narcotrafficanti, transizione di genere e storia di redenzione, dal ritmo e dalle coreografie travolgenti. Il ballo affilato di Zoe Saldana su note e strofe di El Mal? È ancora negli occhi.

I colori del tempo di Cédric Klapischì

I colori del tempo è una commedia gentile e amabile, che fa bene al cuore. Si muove con fluidità tra contemporaneità e la Parigi della Belle Époque e dell’Impressionismo, sulle tracce di una misteriosa antenata interpretata con grazia da Suzanne Lindon. La sua eredità, storica ed emotiva, ha effetti preziosi sul presente.

Sotto le foglie di François Ozon

Con il suo solito tocco lieve, di non detti e tinte accennate, il regista francese orchestra una storia insolita, fuori dai binari convenzionali. Seguendo le giornate della nonna interpretata da Hélène Vincent, mescola dramma famigliare, mistero e tracce di crime. Il tempo con Ozon non è mai perso, anche se non è sempre guadagnato.

Noi e loro di Muriel e Delphine Coulin

Un dramma famigliare intenso e dannatamente attuale, con un genitore che assiste impotente alla piega estremista e razzista presa dal figlio. Di fronte, così teneramente vicini e così violentemente distanti, un giovane talento e una solida certezza del cinema francese, Benjamin Voisin e Vincent Lindon, premiato con la Coppa Volpi a Venezia.

Alpha di Julia Ducournau

Un film di crescita e accettazione, di epidemia e perdita, dalla regista Palma d’oro con Titane. Con Tahar Rahim e Golshifteh Farahani. Meno estremo dei film precedenti, Alpha ha un’estetica accattivante, anche se a livello narrativo si rivela poco a fuoco.

Tutto in un’estate! di Louise Courvoisier

Adorabile racconto di formazione francese, si muove nell’ambiente agreste della Giura, dove la regista è cresciuta, nella terra del formaggio Comté. Avvolto da una luce calda estiva, che rende tutto così dolce e duro, la morte come l’amore, è recitato interamente da attori non professionisti. Sì, tra questi anche Clément Faveau, che incarna il giovane protagonista: normalmente lavora in un allevamento di pollame.

Monsieur Aznavour di Mehdi Idir e Grand Corps Malade

Biopic musicale che racconta la vita e la carriera di Charles Aznavour, “il Frank Sinatra di Francia”, interpretato da Tahar Rahim, ha un impianto abbastanza classico, anche se quanto basta coinvolgente. È interessante vedere la costruzione di un mito, tra intuizioni, idee di marketing e il fraseggio con Edith Piaf.

Una ragazza brillante di Agathe Riedinger

Opera prima che inquadra l’ipersessualizzazione e la fragilità di una generazione, Una ragazza brillante non sposta quasi mai la camera dalla sua combattiva antieroina, costantemente a favore di social e follower, alla ricerca di un successo facile. Diciannovenne sfrontata e profondamente tragica, che si muove tra furti, selfie, unghie glitterate e gluteoplastica, è interpretata da Malou Khebizi.

Tre amiche di Emmanuel Mouret

Non così divertente, né così sottile, eppure in concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2024. Commedia che racconta la storia di tre donne, si poggia comunque su tre attrici in gran forma, India Hair, Camille Cottin e Sara Forestier. Esplora relazioni ed emozioni umane con tono umoristico a tratti crudele.

Ritrovarsi a Tokyo di Guillaume Senez

Anche se lo sviluppo narrativo a volte è un po’ semplicistico, Ritrovarsi a Tokyo ha il grande merito di raccontare il Giappone di oggi da un punto di vista inusuale, in cui convivono luci e ombre. Nel Sol Levante non esiste l’affido congiunto e il genitore non affidatario rischia di vedersi cancellato dalla vita del figlio. Ne sa qualcosa il padre interpretato da Romain Duris

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