Certosa, debutta l’orario continuato e il biglietto d’ingresso
CERTOSA.Nel giorno che segna la svolta nella gestione della Certosa, affidata alla Direzione regionale Musei Nazionali Lombardia, oltre 700 visitatori hanno varcato il portone e oltrepassato la cancellata che custodisce il prezioso complesso monumentale di proprietà del Demanio e del quale, per 57 anni, si sono occupati i monaci. Ieri non erano loro ad accogliere i turisti, ma il personale di una società di servizi che si occupa dell’accoglienza e della vigilanza. In tutto 7 dipendenti che hanno dovuto affrontare una giornata ricca di novità.
Il biglietto da 10 euro
E’ stato infatti introdotto un biglietto d’ingresso, del costo di 10 euro, ed è stato esteso l’orario delle visite (dal martedì alla domenica ore 10-16), senza lo stop nell’ora di pranzo. Una piccola rivoluzione, con i totem e la biglietteria che sono già stati attivati e senza più quell’obolo che veniva offerto ai monaci al termine della visita guidata.
Non sono invece ancora pronti i pannelli informativi voluti dal Ministero della Cultura che, dal primo gennaio, gestisce, attraverso la Direzione regionale che si occupa di 13 musei lombardi, il complesso dichiarato monumento nazionale nel 1866.
i monaci presenti da 57 anni
Complesso che si estende su circa 327mila metri quadrati e che è stato custodito con passione e orgoglio dai monaci a partire dal lontano 1968. Lo scorso 31 dicembre è scaduta la concessione che lega lo Stato ai cistercensi e la Congregazione Casamariensis ha deciso di lasciare il monastero il 30 aprile, con una “decisione autonoma del Capitolo”. I frati continuano a celebrare la messa e l’impegno della Direzione è che, quando se ne andranno, la Certosa mantenga la sua essenza di luogo della fede e tempio di culto cristiano.
Ieri i 6 monaci rimasti, il più giovane ha 70 anni, erano all’interno della bottega che occupa uno degli spazi dell’edificio voluto da Gian Galeazzo Visconti nel 1396 e per la cui costruzione furono impiegati oltre due secoli, avvicendandosi i migliori tra architetti, scultori e pittori come Bernardo da Venezia già progettista del Duomo di Milano, Mantegazza, Bergognone.
Un capolavoro del Rinascimento italiano che incanta chi viene a visitarlo, rapito dal candore dei marmi della facciata, screziata di rosa e verde antico, opera di schiere di scultori e architetti che hanno saputo disegnare preziose pagine miniate di profili di angeli e monarchi e realizzare statue di santi, patriarchi e profeti. Poi, all’interno della chiesa di Santa Maria delle Grazie, il soffitto di cobalto in cui brilla l’oro delle stelle, i dipinti di Perugino. È uno scrigno di opere di rara bellezza realizzate da Bernardino Luini, Gian Antonio Amadeo, Gian Cristoforo Romano, Cristoforo Solari. Senza dimenticare il Museo che si trova nel Palazzo Ducale e che ospita l’importante gipsoteca, chiusa dal 1911 e riaperta nel 2008. Racchiude capolavori che richiedono una manutenzione costante. E l’introduzione del biglietto serve proprio per sostenere gli oneri di gestione di un monumento visitato ogni anno da oltre 100.000 persone.
Il direttore dei Musei Lombardi Rosario Maria Anzalone aveva spiegato che sono disponibili finanziamenti per 4 milioni e mezzo, da impiegare per il recupero di spazi oggi non del tutto accessibili. È intanto già partito il restauro dei codici miniati affidato alla Venaria Reale, e presto verrà avviato il restauro del portale delle Duchesse, grazie al contributo del Soroptimist International d’Italia. —
(Il servizio completo con le immagini e le voci sulla Provincia pavese in edicola oggi 3 gennaio")