Crans Montana, identificate le prime quattro vittime: sono tutte svizzere. Apprensione per gli italiani
La polizia svizzera ha dichiarato che i corpi di quattro vittime dell’incendio scoppiato nella notte di Capodanno in un bar di Crans-Montana sono stati identificati e consegnati alle loro famiglie. Si tratta di un ragazzo e una ragazza, entrambi di 16 anni, un 18enne e una donna di 21 anni, tutti cittadini svizzeri. L’identificazione delle altre vittime, ferite e decedute, sta procedendo e non hanno fornito ulteriori informazioni. C’è apprensione per gli italiani dispersi.
L’ambasciatore: “L’identificazione entro domani”
Si contano “121 feriti di cui 5 non identificati. Quaranta vittime, di cui 4 identificate e già restituite alle famiglie”. È questo il più recente bilancio dell’incendio scoppiato a Crans-Montana, secondo l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. “Le procedure di identificazione proseguiranno nella giornata di oggi e di domani e dovrebbero essere in gran parte completate entro il pomeriggio di domani”, ha aggiunto, “in alcuni casi ci vorrà qualche giorno in più”.
“C’è molta tensione perché l’attesa è lunga, perché il silenzio è terribile da sopportare, a causa della mancanza di informazioni, che è inevitabile in queste circostanze”, ha aggiunto Cornado. L’ambasciatore ha sottolineato che è giusto che le autorità seguano una “procedura rigorosa” e condividano le informazioni solo quando sono “accurate e sicure al 100%”.
L’eroe calabrese
Un altro ragazzo italiano, il reggino Paolo Campolo, era presente la notte di San Silvestro in Svizzera e ha contribuito a salvare tante vite.
Il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ha sottolineato che, “Paolo si trovava nei pressi della struttura – – in attesa della figlia che stava per raggiungere il fidanzato all’interno del locale. Non appena si è reso conto delle fiamme e del denso fumo che avvolgevano l’edificio, non ha esitato un solo istante e si è lanciato verso una porta a vetri rimasta bloccata, riuscendo ad abbatterla e aprendo così una via di fuga fondamentale per molti giovani presenti, alcuni dei quali già gravemente ustionati o intossicati”.
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