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Migrante nepalese in fin di vita a Trieste. La denuncia: “Stop alle sospensioni di fatto dei diritti”

“La sospensione dei diritti” dei richiedenti asilo a Trieste “mette a rischio la vita”. Lo denuncia in una nota il Consorzio italiano di solidarietà-Ufficio rifugiati onlus, spiegando che “oggi (sabato 10 gennaio, ndr) un cittadino nepalese 43enne, richiedente asilo, è stato soccorso per arresto cardiaco all’interno dei magazzini del Porto Vecchio di Trieste”, area in cui i migranti trovano rifugi di fortuna.

L’uomo accusava da giorni forti dolori al petto, ricostruisce il Consorzio e “aveva ricevuto una prima visita medica in centro diurno e stava tentando, senza successo, di avviare la procedura di asilo. Ieri aveva tentato di presentarsi in Questura, senza riuscire ad accedere agli uffici. Con condizioni di salute ulteriormente peggiorate, è rientrato nell’area del Porto Vecchio, dove oggi la situazione è precipitata. Di fronte a dolori sempre più intensi, alcuni connazionali hanno chiamato i soccorsi“.

L’uomo è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale di Cattinara in prognosi riservata, le sue condizioni sono disperate. Quanto accaduto, secondo il Consorzio, “non può essere derubricato a un fatto imprevedibile. Chiediamo – conclude quindi la nota – che cessino immediatamente le prassi che negano nei fatti diritti garantiti dalla legge. Ogni ulteriore rinvio rende episodi come questo non accidentali, ma riconducibili a precise responsabilità istituzionali”.

L'articolo Migrante nepalese in fin di vita a Trieste. La denuncia: “Stop alle sospensioni di fatto dei diritti” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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