Mosca attacca il patriarca Bartolomeo: per i servizi russi è l’Anticristo nemico della Chiesa ortodossa di Putin
“Anticristo”, questa l’etichetta che i Servizi di Mosca hanno riservato al patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, reo di estromettere l’Ortodossia russa – quella di Kirill, fedelissimo di Putin – dal territorio degli Stati baltici. Il Foreign Intelligence Service (SVR), infatti, ha accusato il patriarca Bartolomeo di “attività scismatica”.
L’agenzia dei Servizi di Mosca per l’estero ha emesso un comunicato stampa in cui definisce Bartolomeo “l’Anticristo” e “il diavolo in carne e ossa”. L’SVR sostiene che, in questo, il patriarca Bartolomeo sarebbe assistito dai servizi speciali britannici, che “alimentano sentimenti russofobi nei paesi europei”, così come da “nazionalisti locali e neonazisti”.
Linguaggio che ripropone i toni del Cremlino nei confronti di ogni livello di opposizione. Gli “appetiti aggressivi” del Patriarca di Costantinopoli, secondo i Servizi di Mosca, si stanno diffondendo anche in altri paesi europei.
A Bartolomeo Mosca non perdona di aver concesso l’autocefalia alla Chiesa ortodossa montenegrina; decisione che secondo i Servizi russi aveva il fine di “infliggere un colpo alla Chiesa ortodossa serba ‘particolarmente ostinata a mantenere un legame con Kirill.
La Chiesa Ortodossa Russa ruppe con il Patriarcato di Costantinopoli nel 2018, sullo sfondo della decisione di concedere l’autocefalia (indipendenza) alla Chiesa Ortodossa d’Ucraina. A considerare il Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli nemico giurato di Mosca e della sua chiesa – tutt’uno con Putin – hanno contribuito soprattutto le ripetute condanne dell’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca.
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