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Short track, prove generali per Arianna Fontana agli Europei. Fondamentale ritrovare le giuste sensazioni

Gli Europei di short track di Tilburg, in programma dal 16 al 18 gennaio nei Paesi Bassi, non sono soltanto una tappa del calendario continentale. Per Arianna Fontana rappresentano molto di più: una prova generale, un banco di verifica imprescindibile in vista dell’appuntamento che orienta ogni scelta, ogni sacrificio, ogni recupero forzato. Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 sono l’orizzonte reale, il vero obiettivo di una carriera che non ha mai smesso di cercare nuovi stimoli.

Fontana arriva agli Europei con una carica speciale. Prima e, per ora, unica donna dello sport italiano a essere nominata due volte portabandiera ai Giochi Invernali, a PyeongChang 2018 e ora a Milano Cortina 2026, sa bene cosa significhi trasformare la responsabilità in energia positiva. “È una grande emozione e una grande responsabilità e la accolgo a braccia aperte”, ha raccontato a Sky Sport.In Corea del Sud è stata una spinta enorme in pista. Sono sicura che, oltre al pubblico di casa, anche questo incarico sarà quel boost in più“.

Non è stata, però, una stagione semplice. Tutt’altro. Il percorso di avvicinamento a Tilburg è stato segnato dagli infortuni: prima ad agosto, poi a ottobre, quando un problema al flessore dell’anca destra, rimediato nella prima tappa stagionale del World Tour di short track a Montreal, ha rallentato nuovamente la preparazione.

Un intoppo pesante, che si è aggiunto al rammarico per la pista lunga, compromessa dall’infortunio sul ghiaccio canadese e dalla conseguente esclusione dalle selezioni. “Non è stato un avvicinamento facile“, ha ammesso. “Ho dovuto saltare la selezione per la pista lunga. È un dispiacere, perché avrei voluto dare una mano al team pursuit. Puntavo anche sulla Mass Start, ma non mi è mai stata data l’opportunità. Ora, però, punto tutto sullo short track“.

E allora gli Europei diventano il terreno ideale per ritrovare sensazioni, fiducia e ritmo gara. Non necessariamente medaglie, anche se il palmarès autorizza sempre ad aspettarsele, ma risposte. Fontana lo ripete da anni: il risultato è una conseguenza, non un’ossessione. Con 11 medaglie olimpiche è l’atleta italiana più medagliata nella storia degli sport invernali, a due lunghezze dal mitico Edoardo Mangiarotti, primatista a livello assoluto. Eppure, la sua filosofia resta immutata. “Non penso mai alla medaglia. Ragiono gara dopo gara. L’obiettivo è arrivare in finale e poi lì si dà tutto. Se hai in mente solo il risultato finale, ti distogli dall’obiettivo. Rimango concentrata sul momento“.

In pista, Arianna continua a essere un riferimento anche sul piano mentale. Sa che lo short track è fatto di strategie, di incastri, di pressioni sottili che si giocano prima ancora della partenza. “A volte ci sono giochi psicologici“, ha osservato. “Io non sottovaluto mai nessuno. Se in qualche modo riesco a mettere pressione, ben venga”. È l’esperienza che parla, quella costruita in anni di finali olimpiche, mondiali ed europee.

Tilburg, dunque, non è un traguardo ma una tappa necessaria. Un passaggio chiave per testare il fisico dopo gli stop, per rimettere insieme i pezzi e tornare a sentire il ghiaccio come un alleato. Perché Milano Cortina è già lì, sullo sfondo. E Arianna Fontana, ancora una volta, vuole arrivarci pronta a giocarsi tutto, con la stessa fame di sempre.

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