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Grande festa a Roma per il lancio di HBO Max in Italia: sul red carpet il cast di “A Knight of the Seven Kingdoms”, lo spin-off di “Game of Thrones”

Gran Gala ieri sera, giovedì 15 gennaio, per HBO Max che è sbarcato in Italia e ha trasformato Roma in Westeros con la premiere di “A Knight of the Seven Kingdoms”, lo spin-off di “Game of Thrones” che debutta il 19 gennaio sulla nuova piattaforma di Warner Bros. Discovery. Ad accogliere il cast, a partire dallo showrunner Ira Parker e il protagonista Peter Claffey, un lungo red carpet tra fotografi, tanti curiosi e il calore dei fan.

“Questa serie rappresenta l’esperienza più bella della nostra vita”, dicono in coro gli interpreti, che non mancano di elogiare il buon cibo italiano. Una ingresso in pompa magna quello di HBO Max che regala al pubblico non una ma ben due premiere. A calcare il tappeto rosso anche il cast della serie “Industry”, nella Capitale per presentare la quarta stagione che debutta sulla nuova piattaforma. E con questa arrivano anche le precedenti stagioni, finora non disponibili per nostro Paese.

È stato un viaggio lungo, ma il nostro sogno è diventato realtà grazie al lavoro intenso dei team internazionali e locali –, dichiara Alessandro Araimo, EVP Managing Director Warner Bros. Discovery Southern Europe – Per la prima volta, il pubblico italiano potrà accedere all’intero catalogo targato HBO Max sotto un unico brand, un passaggio che l’azienda considera strategico e simbolico. Finalmente tutti i nostri contenuti saranno disponibili insieme, con la qualità che vogliamo garantire al nostro pubblico”.

Presente all’evento anche JB Perrette, Ceo e President of Global Streaming and Games di Warner Bros. Discovery, che ha definito l’arrivo in Italia “un’occasione speciale” e un tassello fondamentale nell’espansione globale del servizio, ora presente in oltre venti mercati, e assicura che il biennio 2026-2027 offrirà “la line-up più forte della nostra storia”.

A Roma è atterrato anche Casey Bloys, Chairman e Ceo, HBO and Max Content, accolto come il volto creativo dietro alcune delle serie più acclamate degli ultimi decenni. Il primo titolo italiano a debuttare sulla piattaforma è la serie “Portobello” di Marco Bellocchio sul caso Tortora (disponibile dal 20 febbraio), ma Bloys assicura che “è solo l’inizio”, ribadendo la volontà di bilanciare produzioni locali e contenuti globali. “Sono contento ed emozionato per il debutto di ‘Portobellò”, dice Bellocchio sul red carpet e aggiunge: “Ma dobbiamo continuare a fare dei bei film, solo la qualità ci può salvare”.

Prossimamente su HBO Max debutterà la serie “Melania Rea – Oltre il caso”, diretta da Stefano Mordini con Maria Esposito nei panni di Melania Rea e Daniele Rienzo in quelli di Salvatore Parolisi. Gli episodi ripercorrono il femminicidio del 2011. “Sono grata di dar voce a Melania – dice Maria Esposito sul red carpet -. Ho accettato questo progetto perché io faccio questo lavoro per arrivare sullo schermo e mandare dei messaggi”. Accanto all’attrice, il collega Daniele Rienzo: “La società non si guarisce da sola, dobbiamo fare qualcosa in più e il cinema può essere di aiuto”.

Con il lancio di Hbo Max il 13 gennaio, il mercato italiano dello streaming registra l’ingresso di un nuovo competitor in un contesto che appare ormai prossimo alla saturazione. Secondo le dinamiche in corso negli Stati Uniti, la piattaforma sarà acquisita nel giro di pochi mesi da Netflix o Paramount, in base all’esito dello scontro per il controllo di Warner Bros Discovery.

A tracciare un quadro dei numeri reali dello streaming in Italia è Fabrizio Angelini, ceo di Sensemakers, che all’Adnkronos parla di un mercato entrato in una fase di maturità avanzata. “Dalle nostre ricerche e da alcune evidenze dei dati Auditel emerge una fase di saturazione degli abbonamenti ai servizi di streaming a pagamento. Le leve principali – riduzione dei prezzi attraverso formule supportate dalla pubblicità e contrasto alla condivisione delle password – hanno già espresso gran parte del loro potenziale – spiega Angelini. – La crescita, aggiunge, proseguirà ma a ritmi più contenuti, con un aumento dei fenomeni di sostituzione delle offerte e di churn rate tra gli operatori”.

Sul fronte della domanda, i dati mostrano un’adozione ormai consolidata. “Già la metà delle famiglie italiane e l’80% di quelle dotate di connessione broadband hanno sottoscritto almeno un servizio di streaming a pagamento”, conclude il ceo di Sensemakers.

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