Conteggio degli studenti palestinesi, il ministero risponde all’Usb: “Non è una schedatura, ma un piano per l’integrazione”
Il ministero dell’Istruzione e del Merito è pronto a mettere in campo un piano accoglienza per i bambini palestinesi presenti nelle nostre scuole. Come nel 2022 per i piccoli profughi ucraini il ministro Giuseppe Valditara, vuole “assicurare la migliore integrazione nel percorso scolastico degli studenti” di Gaza e della Cisgiordania.
Un’iniziativa che ha immediatamente innescato una polemica dell’Unione Sindacale di Base che a fronte di una circolare di rilevazione del numero degli alunni palestinesi, ha accusato il ministero di aver compiuto “un atto inaccettabile, che introduce una vera e propria schedatura su base etnica e nazionale all’interno della scuola pubblica statale”. L’Usb ha usato parole “pesanti” per denunciare il caso: “La nota ministeriale non chiarisce in alcun modo le finalità di questa indagine, non ne specifica il fondamento normativo né il motivo per cui tale rilevazione venga effettuata esclusivamente nei confronti degli studenti palestinesi. Un’operazione opaca, discriminatoria e pericolosa, che viola i principi costituzionali di uguaglianza e tutela dei minori e tradisce il ruolo inclusivo che la scuola dovrebbe svolgere”.
Una richiesta di chiarezza che è arrivata immediatamente dagli uffici del ministro con una nota inviata da Carmela Palumbo, capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione: “Allo scopo di favorire il pieno inserimento scolastico degli studenti palestinesi nelle scuole, la Direzione affari internazionali del ministero ha avviato una rilevazione, tramite gli Uffici scolastici regionali, per conoscerne il numero e l’ordine scolastico di frequenza. Tale attività è stata fatta con le stesse finalità e il medesimo format utilizzati dal precedente governo relativamente agli studenti ucraini. Sarebbe davvero inappropriato che un’iniziativa, volta ad assicurare la migliore accoglienza e integrazione nel percorso scolastico degli studenti palestinesi, venga ingiustamente strumentalizzata per finalità di propaganda”.
Parole che hanno spento definitivamente il fuoco acceso dal Sindacato di Base. La circolare in questione – che ilfattoquotidiano.it ha visionato – non chiede alcun nominativo ma solo dati numerici da inserire in un format dando la possibilità alle scuole di descrivere le diverse situazioni. Nelle ultime ore, lo stesso Valditara, è intervenuto con la volontà di non alimentare la polemica ma di spiegare la volontà del ministero che vuol dare un supporto soprattutto a quei minori che – fuggiti da Gaza, dalla Cisgiordania o da altri campi profughi – non hanno potuto frequentare la scuola negli ultimi mesi. Anche nel 2022 una circolare con oggetto “Accoglienza scolastica per gli studenti ucraini” aveva raccolto dati e dato indicazioni operative. Nelle prossime settimane, allo stesso modo, una volta avuto il quadro della situazione il ministero metterà a disposizione risorse per gli studenti palestinesi.
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