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Ora è chiaro che il piano casa del governo si tradurrà in una speculazione. E le opposizioni? Il silenzio si capisce

Si diradano le nebbie sulla vera essenza e portata del Piano Casa del duo Meloni/Salvini. Ora acclarata.

Ormai è chiaro, anche agli ipovedenti, che non siamo di fronte ad un Piano casa ma ad un piano edilizio, appaltato interamente all’alta finanza immobiliare privata, dotata di una consistente potenza economica: ad esempio Hines, Catella, Caltagirone. Il fior fiore di quella finanza immobiliare che è responsabile, grazie alla ignavia e complicità di questo governo e dei governi precedenti, della vasta precarietà abitativa e di una cementificazione che ha prodotto come risultato, da una parte milioni di case vuote, dall’altra milioni di persone impoverite in precarietà abitativa.

Meloni e Salvini parlano entusiasticamente di un Piano da 100.000 alloggi in 10 anni che sono, anche nelle più ottimistiche rappresentazioni del Piano del governo, sono una goccia nell’oceano. In realtà il Piano casa del governo è una fonte certa, per introiti da centinaia di miliardi di euro, per colossi finanziari dell’immobiliare nazionale e internazionale.

Di questo si ha un segnale dopo la notizia che l’Amministratore delegato di Hines, Abbadessa, abbandona addirittura il Gruppo Usa per dedicarsi al suo spin off italiano, in relazione al Piano casa del governo. Già questa scelta chiarisce la portata dei soggetti attuatori del Piano casa italiano. In questo modo capitali nazionali o meglio internazionali, metteranno le mani sul Piano casa nazionale. A mio avviso, una iniziativa neanche tanto nascosta di speculazione immobiliare legalizzata. Speculazione perché non interessata ad affrontare fabbisogno reale abitativo nel nostro Paese.

Non a caso il Piano casa del governo vede le esternazioni entusiaste di “benefattori” sociali, tipo: Abbadessa di Hines o Confedilizia, tanto per citarne due.

Fa da contraltare, al Piano casa meloniano, il silenzio, direi imbarazzante, delle opposizioni, dei sindacati e dell’Anci o perlomeno di quei comuni progressisti che recentemente hanno manifestato chiedendo al governo un Piano casa. Il Piano casa del governo non ricalca, forse, il Piano casa europeo, presentato dal Commissario Jorgensen? Difficile trovare differenze. Io capisco il silenzio, finora, dei comuni progressisti in primis quelli di Roma e Milano al quale fa pendant quello delle opposizioni. Comprendo l’imbarazzo. Come puoi criticare il governo se nelle città progressiste si fanno iniziative di rigenerazione urbana con gli stessi soggetti con i quali il governo sta per mettere a terra il suo piano casa? Come si può elevare una critica dalle opposizioni di sinistra se il Piano casa Italia è sovrapponibile al Piano casa europeo del socialista Jorgensen?

E questi piani casa sono la risposta ai tanti sinceri progressisti e movimentisti a corrente alternata, che ci hanno ammorbato con la centralità, e necessità, di un intervento sulla presunta fascia grigia, di coloro che non sono abbastanza poveri per abitare le graduatorie ma neanche abbastanza ricchi per stare sul mercato. In fondo a questa narrazione il governo da credito e sostanza.

Capisco questa mancanza di critiche a sinistra, con un silenzio, che forse non è solo complice ma, strutturalmente, convergente con i desiderata del governo.

Il silenzio della parte politica e amministrativa progressista del nostro Paese allontana e prende le distanze dalla parte più povera, buona solo per comunicati quando Istat dichiara i dati sulla povertà assoluta. Quelle famiglie in povertà assoluta e in affitto che rappresentano il 50% delle famiglie totali in povertà assoluta. In ultimo per quantificare la pochezza del Piano casa del governo, da 100 mila abitazioni, basta pensare che, con il trend attuale, nei prossimi dieci anni riceveranno una sentenza di sfratto 400.000 famiglie e oltre 200.000 saranno sfrattate con la forza pubblica. Senza parlare delle ormai croniche 600.000 famiglie nelle graduatorie dei comuni italiani. Possiamo continuare a stare zitti e a far finta di non sapere a cosa risponde e a chi il Piano casa Italia?

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