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Dossieraggi, per Crosetto il record di “spiate” da Striano e company: 60 accessi in due giorni. Procaccini: “Vicenda inquietante”

Nuove rivelazioni emergono dall’inchiesta condotta dalla Commissione Antimafia sul caso del dossieraggio messo in atto prima delle elezioni politiche 2022 per fermare l’ascesa di Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni alla guida del governo nazionale. Come riporta oggi il quotidiano il Giornale, la carte “dell’inchiesta raccontano come il finanziere Pasquale Striano e i giornalisti del Domani iniziarono a dossierare il partito alla ricerca di qualsiasi elemento utile a colpire la leader”. Dopo aver fatto il classico buco nell’acqua e non aver trovato nulla su Meloni “dirottarono i loro sforzi su Crosetto che è “diventato l’esponente di FdI più dossierato.

 

Prima intrusione a luglio, l’ultima due giorni dopo il giuramento del governo

Secondo quanto emerso e da quello che riporta il Giornale c’era già stata una intrusione hai danni del numero uno della Difesa nel mese di maggio 2022 ma “lo scambio illecito di documenti riservati non aveva prodotto risultati. E Striano ci riprova, con successo, il 12 luglio 2022, quando riesce a estrapolare da una Sos di Giancarlo Innocenzi Botti le informazioni per l’esclusiva giornalistica. Grazie ai dati finanziari carpiti sull’ex sottosegretario del governo Berlusconi, in quel momento rappresentante di una società in cui era socio il figlio dell’esponente di FdI, il 28 luglio esce sul quotidiano il Domani” di proprietà fino a pochi mesi fa di De Benedetti “lo scoop «Tutti gli affari di Crosetto», firmato dal direttore Emiliano Fittipaldi, non indagato, e da Tizian. La fabbrica dei dossier compie i suoi ultimi atti sul ministro il 20 ottobre 2022, due giorni prima del giuramento del governo Meloni, con quelle spiate che hanno portato ai tre articoli in cui venivano rivelati i pregressi compensi ricevuti da Leonardo, per gettare l’ombra di un conflitto di interessi di Crosetto alla Difesa. Articoli che hanno spinto il ministro a presentare l’esposto che ha scoperchiato il vaso di Pandora”.
Così l’8 novembre la pm capitolina Antonia Giammaria “chiedeva l’approfondimento poiché risultano “in data 28.07.2022 e 20.10.2022 rispettivamente 13 accessi e 47 accessi, 60 in totale, al portale «Serpico» dell’Agenzia delle Entrate sulla posizione del predetto «Guido Crosetto», si legge”. E in tre settimane la matricola univoca ha portato dritta a Striano. Il quale, su richiesta dei giornalisti indagati, ritenuti «istigatori» delle condotte illecite, ha dossierato altri big del partito della premier”.

Procaccini: non è coincidenza che il 90% dei politici spiati siano di centrodestra

Tra questi Nicola Procaccini che, sempre al quotidiano diretto da Tommaso Cerno, ha rilasciato una intervista nella quale ha spiegato di essere «stato spiato su database riservati, non ho avuto alcuna comunicazione ufficiale. Sono io, semmai, che leggendo i giornali ho cercato di capire di che cosa si trattava». L’eurodeputato FdI e presidente del gruppo dei Conservatori di Ecr ha detto ovviamente di non poter «dire con certezza quale fosse l`obiettivo. Di certo non è una coincidenza che il 90% dei politici spiati siano di centrodestra. Questo mi fa pensare che evidentemente ci fosse un mandato politico, o quantomeno un’opportunità politica: francamente è inquietante». Anche presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo ha parlato nella sua relazione di «interessi esterni concreti» e di «ambienti e contesti» per i quali quei dati erano utili.

Molteplici finalità possibili alla base

Secondo Procaccini le possibili letture sono molteplici. Oltre alle possibili finalità politiche «I dati potevano servire per colpire movimenti politici come pure per inchieste giornalistiche, sappiamo per esempio del rapporto tra Striano e la trasmissione Report. È una vicenda inquietante. E trovo surreale che in Europa si parli con un`intensità polemica inaudita del presunto spionaggio a cui sarebbero stati sottoposti Luca Casarini e Francesco Cancellato, mentre su questa vicenda vige l’assoluto silenzio: mai un’interrogazione, mai un dibattito parlamentare». Secondo Procaccini questo accade anche per «colpa dell’atteggiamento di ritrosia del centrodestra, che non ama spostare in Europa polemiche del dibattito nazionale, ritrosia che a sinistra non esiste».

E’ un dato di fatto che Striano fosse a servizio di Cafiero de Raho

«Non attacco nessuno – ha precisato Procaccini – in assenza di tutte le prove, però è un dato di fatto che Striano era al servizio dell’allora procuratore antimafia Federico Cafiero de Raho, poi divenuto un attore politico a tutti gli effetti, candidandosi nel M5s ed entrando in Parlamento». In ogni caso «oltre che per finalità politiche, gli accessi abusivi possono diventare strumento di concorrenza sleale per attività economiche, o di condizionamento per attività finanziarie o produttive. Identificare i mandanti è fondamentale a garanzia non solo della classe politica, ma del sistema Paese nel suo complesso».

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