Voghera, il centrosinistra non trova un candidato civico
Voghera. Non si trova un esponente della società civile, e allora si cerca tra i politici. Ma l’impresa è assai ardua: fumata nera, quindi, dall’ultimo conclave del centrosinistra vogherese.
Il cosiddetto «campo largo» si è incontrato lo scorso weekend da remoto, piazzando intorno a un tavolo virtuale circa 25 persone tra vertici e militanti delle forze politiche che sfideranno il centrodestra alle prossime elezioni: Partito Democratico, Movimento 5 stelle, Azione, Civici, Rifondazione Comunista, Italia Viva e Alleanza Verdi Sinistra. Mentre fonti romane vociferano che le elezioni siano previste per il 30 e 31 maggio (ma le date sono da confermare), la coalizione sta cercando di convergere intorno a un nome capace di sfidare la sindaca uscente Paola Garlaschelli, che ha già dato la propria disponibilità a rivestire nuovamente il ruolo. Nelle intenzioni, l’incontro della scorsa settimana doveva essere quasi risolutivo, ma il candidato ufficiale si sta rivelando più difficile del previsto da individuare.
Cambio di rotta
Il motivo? Un cambio, forzato, di strategia. Negli scorsi mesi, infatti, il centrosinistra aveva cercato un nome tra le personalità della società civile, sentendo imprenditori (come Paolo Merli, il marmista) e altri esponenti di spicco della comunità vogherese (presidi, professionisti e via discorrendo) ma, a quanto pare, nessuno di loro ha accettato l’offerta. Questo ha spinto i partiti, all’alba di gennaio, a dover cercare un esponente politico tra le proprie fila. E questo, si sa, complica le cose in un gruppo così ampio.
«Non c’è polemica e non c’è frattura – puntualizza subito Alessandra Bazardi, Pd – ma solo sana discussione democratica, come nella migliore tradizione del centrosinistra. Quello dello scorso weekend era un momento di confronto, in cui si sono fatti dei nomi che, adesso, verranno riportati dai rappresentanti dei partiti ai rispettivi gruppi. Ciascuno si pronuncerà sull’opzione che ritiene migliore e ci riuniremo nuovamente». Insomma, a furia di riunioni, la decisione pare andare per le lunghe. Sarà che lavorare su un piano B a pochi mesi dal voto, con l’ansia delle urne, è un’operazione tutt’altro che agevole.
«Non è semplice– dice Simone Verni, coordinatore provinciale dei pentastellati – con una coalizione così eterogenea trovare una persona che sia in grado di incarnarne tutte le anime, ed eventualmente un domani di gestirle. È il momento di trovare una sintesi politica, insomma, e lo si deve fare rispettando le opinioni di tutto il tavolo. L’importante è scegliere in base alla qualità e all’interesse futuro della città, ed è quello che stiamo facendo: non ci sono protagonismi, non c’è un gruppo che vuole prevalere per principio: semplicemente stiamo parlando per essere certi di arrivare alla soluzione migliore».
Quanto ci vorrà? «Io auspico – dice Pier Ezio Ghezzi dei Civici – che si possa arrivare a un candidato univoco già con il prossimo incontro, che dovrebbe tenersi alla fine di questa settimana».
Quanto ai nomi, le bocche sono cucite, ma i nomi che circolano sono gli stessi: dopo l’uscita di scena di Antonio Marfi (consigliere comunale 5 Stelle) rimangono in gioco i 3 segretari (i già citati Bazardi, Ghezzi e Verni), Garofoli e Bertone del Pd.