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Festa dei vigili a ranghi ridotti, gli agenti in polemica con la giunta

VOGHERA. L’ultima volta era successo nel 2004. Gli agenti della polizia locale di Voghera, all’epoca guidati dal comandante Calcaterra, per protesta nei confronti dell’amministrazione Torriani presenziarono alla messa di San Sebastiano, patrono del corpo, ma poi boicottarono i festeggiamenti previsti a Palazzo Gounela. Quest’anno, invece, hanno deciso di saltare direttamente la funzione religiosa, organizzata nella piccola chiesa di via Emilia 141, in segno di dissenso per come la politica sta gestendo il comando nell’ultimo periodo.

Che tirasse una brutta aria in corso Rosselli era chiaro già da un po’, da quando inaspettatamente aveva deciso di andarsene il comandante Mauro Maccarini, il cui trasferimento alla Città Metropolitana di Milano sembra aver scoperchiato il proverbiale vaso di Pandora. Dopo le polemiche sul conferimento ad interim delle funzioni dirigenziali del settore polizia locale e servizi demografici alla dirigente Claudia Filippi (già responsabile del settore servizi finanziari e risorse umane) è giunta la notizia della nomina “a scavalco” di Armando Caruso, comandante di Novi Ligure, che seguirà part-time il comando vogherese fino all’espletamento del concorso per individuare il futuro comandante.

L’arrivo di un esterno, dopo la fuga del precedente comandante, ha evidentemente creato dei malumori all’interno del corpo, che ha quindi deciso di non presenziare alla messa (peraltro celebrata dal vescovo di Tortona Guido Marini, prima della quale è stato presentato il restauro di una tela raffigurante San Sebastiano commissionata dalla parrocchia) organizzata in suo onore. Su 34 persone in totale, una decina (quelli designati per il servizio di rappresentanza) hanno preso parte alla cerimonia, mentre molti altri (tolti quelli che sono stati premiati altrove) si sono premurati di avere altro da fare. Per quanto piccola sia la chiesa, la differenza con l’anno scorso, quando si schierarono in più di 20, era evidente.

Secondo l’amministrazione si è trattato di una scelta organizzativa, fatta per non congestionare la chiesa: «È uno spazio di dimensioni contenute e, proprio per questo, - spiegano da Palazzo Gounela - la sindaca Paola Garlaschelli e l’assessore alla sicurezza William Tura hanno scelto una linea di equilibrio e apertura: coinvolgere e invitare tutte le forze dell’ordine del territorio, i componenti dell’amministrazione comunale e, soprattutto, lasciare spazio ai cittadini. Una scelta tanto più necessaria considerando che la celebrazione comprendeva anche un momento di particolare rilievo culturale, ovvero la riconsegna ufficiale alla città del dipinto restaurato di San Sebastiano, che ha richiesto ulteriore attenzione agli spazi e alla fruibilità della cerimonia. Leggere tutto questo come una forma di protesta o di disimpegno – aggiungono - non solo è infondato, ma ignora il quadro complessivo delle attività, delle presenze e delle responsabilità istituzionali della giornata, con i servizi sul territorio e negli uffici che è primario dovere dell'amministrazione e del comando di polizia locale garantire».

Ma se questa è la versione della politica, quella della polizia locale è un po’ diversa. A microfoni spenti, diversi agenti rivendicano il gesto, spiegando che si è reso necessario a fronte di «ingerenze nella gestione ordinaria» che sarebbero state perpetrate appunto dall’amministrazione. I pettegolezzi parlano di preferenze e di dinamiche poco trasparenti. A farsi interprete dei loro malumori è Giovanni Latiano, coordinatore provinciale della Uil-Fpl, che spiega: «La polizia locale di Voghera è in estrema difficoltà e il futuro incerto che si prospetta non può che peggiorare. La scarsissima affluenza alla cerimonia di San Sebastiano, solitamente molto sentita, è chiaramente un segnale da non sottovalutare. L'attuale organigramma, che prevede un dirigente della polizia locale senza divisa, rischia di complicare ulteriormente la situazione».

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