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Carnevale Ivrea, ecco chi sono i dieci piccoli Abbà

IVREA. Il primo momento ufficiale, per i dieci Abbà, è il giorno dell’Epifania, in cui sono stati accompagnati alla messa celebrata dal vescovo Daniele Salera alla quale hanno partecipato tutte le componenti dello Storico carnevale. Eccoli, i protagonisti più piccoli della parte storica della festa: per il 2026 sono otto bambine e due maschietti, tutti nati nel 2017. In questi giorni, si stanno concludendo i preparativi: per la Fondazione, seguono gli Abbà Tatiana Stracuzzi e Selene Scordo.

Le Alzate degli Abbà, in programma nelle domenica 1 e 8 febbraio, vedono protagonisti nel pomeriggio i bambini scelti ogni anno per rappresentare le cinque parrocchie storiche della città: San Grato, San Maurizio, Sant’Ulderico, San Lorenzo e San Salvatore.

Nella prima Alzata del 1° febbraio saranno protagonisti Celeste Bortolot per San Grato, Francesco Brucchietti per San Maurizio, Diletta Irma Pistoia per Sant’Ulderico, Nicolò Clemente per San Lorenzo e Matilda Caglioti per San Salvatore. La seconda Alzata, prevista l’8 febbraio, vedrà protagonisti Viola Rossi per San Grato, Margherita Ganio per San Maurizio, Allegra Maria Bergantin per Sant’Ulderico, Lea Bessolo per San Lorenzo e Chiara Perotta per San Salvatore. Le cerimonie inizieranno alle 14,30 dalla parrocchia di San Grato e proseguiranno poi nelle altre parrocchie, concludendosi alle 16,30 a San Salvatore. La maggior parte dei bambini che vestirà i panni dell’Abbà conosce già il Carnevale di Ivrea, facendo parte di famiglie che partecipano attivamente alla festa. Matilda Caglioti ha familiari negli Arduini, Celeste Bortolot ha applaudito la sorella lo scorso anno nel ruolo degli Abbà e adesso tocca a lei, genitori aranceri (nei Tuchini) e sul carro da getto. Di una famiglia di Tuchini è anche Viola Rossi e, manco a dirlo, anche la sorella Alice è stata Abbà. Francesco Brucchietti, nonostante i 9 anni di età, è già conosciutissimo e fotografatissimo nel Carnevale in quanto piccolo tamburino del gruppo Pifferi e tamburi. La famiglia di Lea Bessolo gravita negli Scacchi e una famiglia di aranceri è anche quella di Chiara Perotta, anche lei con una sorella che ha già vissuto questa esperienza. Di tradizioni legate al Carnevale pure Margherita Ganio, nipote di Paola Vicina, che a lungo ha seguito la preparazione degli Abbà.

A partire dal Giovedì Grasso, i bambini indosseranno i costumi rinascimentali, sfileranno a cavallo accompagnati da un palafreniere e, nella serata del martedì grasso, avranno l’onore di appiccare il fuoco agli scarli nelle piazze delle proprie parrocchie, sancendo il loro ruolo di capi della festa.La figura dell’Abbà è uno degli elementi più antichi e simbolici del Carnevale di Ivrea. Originariamente erano i giovani priori delle parrocchie, a capo delle badie, gruppi popolari che raccoglievano la gioventù locale e regolavano il rito di passaggio alla maggiore età. Guidando i cortei carnevaleschi, rappresentavano gli ultimi epigoni dei “tutori del disordine”, figure centrali nella socializzazione della comunità urbana. Gli Abbà reggevano una picca con un pane, simbolo della loro autorevolezza. Tra Settecento e Ottocento le badie scomparvero e il ruolo degli Abbà fu affidato ai bambini, che ancora oggi continuano a custodire questa storica tradizione.

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