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Cocaina, frodi, stalking e xefonobia: Salvini porta al ministero Tommy Robinson, star dei neofascisti inglesi

La lotta al consumo di droga è una delle sue più grandi battaglie e lo stesso l’immigrazione irregolare. Sempre che a usare cocaina o a introdursi illegalmente in un Paese non siano persone che, in fondo, su tutto il resto la pensano come lui. In quel caso, Matteo Salvini è disposto anche ad aprire le porte del ministero dei Trasporti e a posare mano nella mano con loro. A meno che – ma ne dubitiamo – il vicepremier e leader della Lega non conosca il passato di Tommy Robinson, al secolo Stephen Lennon, la star dei neofascisti inglesi e organizzatore della marcia xenofoba che riempì le strade di Londra negli scorsi mesi.

Il post di Robinson che elogia Salvini

Del resto, oggi, i due condividono la lotta all’immigrazione e le simpatie per Elon Musk e l’alt-right statunitense. Così Robinson, negli scorsi giorni, è stato accolto al ministero per un incontro con Salvini. Al termine del faccia a faccia, questo il suo messaggio sui social: “In tutta Europa abbiamo bisogno di amici… l’immigrazione, gli attacchi alla nostra cultura e identità non colpiscono solo la Gran Bretagna, ma l’Europa nel suo complesso. L’Europa deve unirsi e lottare come una sola persona. Ho avuto l’onore di stringere la mano a un uomo che ho osservato fin dall’inizio del mio attivismo, un leader senza paura, un uomo forte d’Europa, vicepremier d’Italia”.

Chi è Tommy Robinson

Ma chi è Tommy Robinson? Classe 1982, nato a Luton, registrato all’anagrafe come Stephen Christopher Yaxley-Lennon, è la star dell’estrema destra britannica, orgogliosamente antislamico e islamofobo, simpatizzante di Vladimir Putin, oggi è sostanzialmente un attivista sui social con quasi 2 milioni di follower su X. In passato ha fondato l’English Defence League ed è stato consigliere dell’Ukip durante la leadership di Gerard Batten. Quarantatré anni vissuto senza farsi mancare diverse grande giudiziarie, anche piuttosto importanti. Partiamo dalla fine, cioè dal 2024 quando ha diffuso informazioni errate sull’autore dell’accoltellamento di Southport, un crimine efferato che vedeva coinvolto un 17enne – cittadino britannico nato in Galles figlio di rifugiati ruandesi – che uccise 3 bambine a una festa di compleanno.

Le condanne per frodi e stalking

Robinson sosteneva che si trattasse di un richiedente asilo musulmano e soffiò così tanto sul fuoco da provocare una delle rivolte più violente che il Regno Unito ricordi. Il suo atteggiamento ha portato all’apertura di un’inchiesta per istigazione ai disordini. Nulla di sconvolgente per una persona che in passato è finito sotto processo per essere stato trovato in possesso di quasi 4 grammi di cocaina, nel 2012 ha patteggiato una pena per frode sui mutui e nel 2021 è stato denunciato – ricevendo un’ordinanza restrittiva – per stalking nei confronti della giornalista Lizzie Dearde, messa nel mirino per aver denunciato l’uso improprio dei fondi arrivati a Robinson nel corso della sua detenzione.

La condanna per ingresso illegale negli Usa

Ma probabilmente il suo capolavoro di ipocrisia è legato a un passaporto falso. È quello che utilizzò nell’ottobre 2012 per entrare illegalmente negli Stati Uniti. Il documento riportava il nome di Andrew McMaster ma, pizzicato dagli agenti dell’aeroporto JFK di New York, scappò dallo scalo e il giorno seguente rientrò nel Regno Unito utilizzando il suo passaporto. Venne condannato a 10 mesi di reclusione dopo essersi dichiarato colpevole. Ma perché aveva mentito ai controlli? Per un precedente reato legato agli stupefacenti, di nuovo, che gli avrebbe impedito di mettere piede negli Stati Uniti.

Pd e Avs: “Gravissimo che sia andato al ministero”

“È gravissimo che una sede istituzionale venga utilizzata per legittimare esponenti razzisti del neofascismo internazionale. L’incontro di Matteo Salvini al Mit con Tommy Robinson – leader dell’estrema destra britannica, razzista e suprematista, con un lungo curriculum di violenze e condanne penali – rappresenta un ulteriore passo nell’involuzione della Lega”, lamenta Matteo Orfini del Pd sottolineando che Robinson “non è un interlocutore politico” ma “un agitatore neofascista, sostenitore di Putin, protagonista delle rivolte anti-migranti e punto di riferimento di reti estremiste europee”, quindi “riceverlo in pompa magna al ministero significa avvalorarne le idee e oltraggiare lo spirito e la lettera della Costituzione antifascista”. Per Nicola Fratoianni di Avs un ministro che “riceve un personaggio con un curriculum criminale notevole e con amicizie a Mosca discutibili è davvero grave è inaccettabile. Ma il ministro degli Esteri Tajani che ne pensa? Vogliamo sapere da lui se il governo italiano tollera sconcezze simili”.

L'articolo Cocaina, frodi, stalking e xefonobia: Salvini porta al ministero Tommy Robinson, star dei neofascisti inglesi proviene da Il Fatto Quotidiano.

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