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Storia (e morte) di Arpad Weisz, l’allenatore deportato nel lager

STRADELLA. Dal campo di calcio ad Auschwitz è la storia di Arpad Weisz che Davide Giandrini, porta in scena domani sera, alle 21, al teatro Sociale di Stradella.

«La storia di Arpad Weisz mi ha subito colpito nel profondo, perché non riguarda solo la sua vita ma coinvolge anche tutti i suoi affetti: la moglie Elena e i figli Clara e Roberto. Da un momento di soddisfazione personale si trova ingabbiato nelle leggi razziali – spiega Giandrini, poeta, regista tearale, autore del testo e interprete –. E’ una storia commovente che unisce alla Giornata della Memoria l’aspetto sportivo. Un racconto non solo per adulti ma che può e vuole avvicinare anche i ragazzi».


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Arpad Weisz è stato un buon giocatore di calcio, e uno dei più grandi allenatori. Nel 1938 «il miglior mister che c’è in circolazione» è conteso dalle squadre più titolate del campionato italiano. Il suo Bologna quell’anno è primo in classifica, ma Arpad, ebreo ungherese, in seguito alla promulgazione delle leggi razziali, deve lasciare insieme a tutta la famiglia il lavoro e l’Italia.

Sparisce improvvisamente da un giorno all’altro, riparando con la moglie e i due figli prima a Parigi, e poi a Dordrecht, una cittadina dei Paesi Bassi dove riprende ad allenare la piccola squadra locale. Poco dopo viene però individuato dai nazisti e la sua famiglia divisa: la moglie e i figli vengono deportati ad Auschwitz dove troveranno la morte nelle camere a gas di Birkenau, mentre Arpad viene assegnato ad un campo di lavoro dell’Alta Slesia. Rimane in vita per altri quindici mesi, fino a trovare la morte, per freddo e per fame, ad Auschwitz.

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La narrazione corre intima e poetica, accompagnata da alcune video proiezioni e da musiche originali suonate al pianoforte. Il racconto, integrando al tema della deportazione la bellezza dello sport, appassiona un pubblico fatto di ragazzi e adulti.

Poeta e regista teatrale Davide Giandrini è tra i più riconosciuti interpreti di teatro canzone. Si forma diplomandosi alla Scuola di Piero Mazzarella e grazie al rapporto privilegiato con Giorgio Gaber. Ha partecipato a numerosi Festival Teatrali e trasmissioni televisive. Interessato sopra ad ogni cosa, alla poetica e alla spiritualità profonda, negli ultimi anni lavora sulla tematica del Padre.

Dal 2001 replica una sessantina di spettacoli all’anno in giro per l’Italia. Biglietteria on line su Vivaticket (intero 10 euro, ridotto under 30 5 euro). —

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