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Australian Open, Zverev: “Oggi chiunque può battere chiunque su ogni superficie”

Con la facile vittoria su Francisco Cerundolo, Alexander Zverev si prepara per la sfida con Learner Tien, a sua volta protagonista di un successo su Medvedev che non ammette repliche. Intanto, Sascha parla di coaching, del prossimo avversario e della differenza tra il tennis attuale e quello dei Big 3.

D. Sascha, complimenti. È ancora presto nella stagione, ma è stata la tua miglior partita del 2026?
Alexander Zverev
: A dire il vero ho giocato solo sei partite, quindi è difficile dirlo. Però mi sono sentito bene in campo. Sono contento del match e della prestazione. Non c’è molto altro da aggiungere”.

D. Volevo chiederti del coaching. Qui i box sono più vicini al campo. Come ti trovi? E parli con il tuo team prima del match di ciò che vuoi, sia a livello tattico sia per quanto riguarda l’incoraggiamento?
Alexander Zverev:
“Ovviamente sei sempre tu a giocare la partita, ma se hai l’opportunità di dire due parole è meglio farlo da lì piuttosto che urlare da qualche fila più indietro. Mi piace la disposizione dei posti qui, è un cambiamento positivo. Credo che l’anno scorso sia stata la prima volta. In generale non mi dà fastidio“.

D. In generale, parli con il tuo team di cosa vuoi durante il match, quante indicazioni o incoraggiamenti ricevere?
Alexander Zverev:
Il mio team è anche la mia famiglia, mi conoscono da quasi 29 anni. Penso che mi conoscano meglio di chiunque altro. Mi piace quando il team è un po’ più carico, cosa che a volte non succede, ma questa settimana è andata piuttosto bene. Prima delle partite ognuno ha anche il proprio ruolo, sia per quanto riguarda la tattica sia il piano di gioco. Dopo 28 anni credo che sappiamo bene cosa vogliamo e cosa non vogliamo gli uni dagli altri”.

D. Immagino tu abbia visto il risultato piuttosto netto tra Learner e Daniil. Cosa ne pensi e come valuti Learner? È un giocatore molto giovane.
Alexander Zverev:
Learner aveva già vinto contro Daniil in passato. Pensavo sarebbe stata una partita dura, combattuta in ogni set. Stavo giocando nello stesso momento, quindi non ho visto molto del match, magari puoi dirmi tu qualcosa in più. Non mi aspettavo un risultato così sbilanciato“.

“Non so cosa sia successo, non so come sia andata la partita: magari Learner ha giocato in modo incredibile, oppure Daniil non stava ancora benissimo fisicamente. Sicuramente la riguarderò per capire meglio. Learner è un grande giocatore, molto giovane, in forte crescita. Ho grande rispetto per lui e per il lavoro che sta facendo. È anche un po’ sottovalutato: ha la stessa età di altri giovani di cui si parla molto di più, ma in questo momento è lui quello che sta rendendo di più”.

D. Quando hai raggiunto per la prima volta i quarti di finale di uno Slam, nel 2018, c’erano ancora Roger, Rafa e Novak al vertice. È possibile confrontare quanto fosse difficile vincere uno Slam a quell’età rispetto a oggi?
Alexander Zverev:
È una domanda complicata, perché allora gli Slam erano in un certo senso “assegnati”. In Australia vinceva Novak, il Roland Garros era quasi sempre di Rafa, Wimbledon era tra Roger e Novak. C’erano meno spiragli. Questo non significa che il tennis oggi sia peggiore: anzi, credo sia migliorato, sia diventato più veloce, più fisico. Però i giocatori pensavano che nei primi tre Slam dell’anno tutto fosse già deciso, e che forse solo lo US Open fosse un po’ più aperto”.

Allo stesso tempo, negli ultimi due anni tutti e quattro i Major sono andati sempre a Sinner e Alcaraz. Magari quest’anno cambierà, lo spero ovviamente. È semplicemente diverso da confrontare. Ne ho parlato molto l’anno scorso: credo che le superfici siano diventate molto più simili tra loro, e oggi chiunque può battere chiunque su ogni superficie, cosa che prima non succedeva. Vedremo come andranno i prossimi anni. Gli ultimi due hanno dimostrato che Carlos e Jannik stanno dominando. Forse le cose cambieranno“.

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