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Donazioni immobiliari: la nuova era dopo la riforma

La disciplina delle donazioni immobiliari in Italia ha subito una trasformazione profonda con l’entrata in vigore della Legge 182/2025, parte del cosiddetto Decreto Semplificazioni, che ha riscritto le regole su come questi beni possono circolare sul mercato. Per anni un immobile ricevuto in donazione poteva creare insicurezza giuridica. Ciò significa che, se successivamente veniva venduto a un terzo, gli eredi legittimari del donante potevano chiedere la restituzione del bene anche al nuovo acquirente, mettendo a rischio la proprietà e complicando ogni futura compravendita o richiesta di mutuo.

Questa incertezza ha frenato migliaia di transazioni, scoraggiato i compratori e reso più cauti gli istituti di credito, che esitavano a concedere finanziamenti su immobili di provenienza donativa.

Immobili donati: si supera l’incertezza giuridica

Con la riforma appena approvata, la circolazione degli immobili donati entra in una nuova fase, fondata sulla certezza del titolo e sulla chiarezza nei rapporti tra donatari, acquirenti e legittimari. A partire dal 18 dicembre 2025, dunque, chi compra una casa che il venditore ha ricevuto per donazione, non rischia più di doverla restituire in caso di contestazioni ereditarie. Al contrario, gli eredi legittimari che si ritengono lesi nei loro diritti possono rivendicare soltanto un diritto di credito verso il donatario originale, corrispondente alla quota ereditaria lesiva, senza coinvolgere il terzo acquirente.

Grande soddisfazione per la riforma da parte del Consiglio Nazionale del Notariato, poiché “con questa legge si supera una lacuna normativa che per anni ha penalizzato il mercato immobiliare e la libertà negoziale dei cittadini”. La modifica, infatti, ha un impatto immediato sulla compravendita, visto che la certezza che deriva dall’atto di trasferimento diventa solida, e chi acquista non deve più temere che qualcuno gli reclami la proprietà a distanza di tempo.

Questo principio allinea l’ordinamento italiano a modelli più moderni, in cui la stabilità delle transazioni prevale sulle pretese dirette sull’immobile stesso, e offre prospettive nuove non solo per i compratori ma anche per l’intero settore immobiliare.

In questo scenario di rinnovata certezza giuridica, le piattaforme digitali dedicate rappresentano un punto di riferimento per chi desidera orientarsi tra le nuove regole sulle donazioni immobiliari, offrendo un’estrema semplificazione nel contattare un notaio online, informazioni chiare sugli atti necessari e strumenti utili per valutare tempi e costi dell’operazione.

Per chi vende un immobile di provenienza donativa, invece, la riforma implica una maggiore facilità nella trattativa e un mercato potenzialmente più ampio di potenziali acquirenti. Quanto alle banche, questo rappresenta una maggiore affidabilità nel concedere mutui garantiti da ipoteche iscritte su questi beni, perché si elimina l’azione restitutoria contro terzi.

Cosa cambia per vendite, mutui e pianificazione patrimoniale

La riforma non dimentica, però, gli interessi dei legittimari. Coniuge, figli e ascendenti esclusi dalla donazione mantengono le loro tutele, ma queste si traducono in un diritto di credito nei confronti del donatario, non più in una pretesa sul bene oggetto della donazione. Gli eredi che si ritengono lesi possono far valere i loro diritti secondo il nuovo schema, che prevede la compensazione economica anziché il recupero materiale dell’immobile.

Il raggiungimento di questo equilibrio normativo aiuta a conciliare tanto la tutela dei diritti successori quanto la stabilità dei titoli immobiliari, due esigenze fondamentali per un mercato dinamico e per un sistema creditizio efficiente.

Le novità non si fermano alla tutela dell’acquirente. La riforma ha introdotto anche norme transitorie per gestire le situazioni già pendenti. Per le successioni aperte e le donazioni perfezionate prima dell’entrata in vigore della legge, esiste una finestra temporale di sei mesi in cui attivare i rimedi previgenti. Scaduto questo periodo, anche le vecchie situazioni si uniformeranno al nuovo regime, rafforzando ulteriormente la certezza del diritto per le transazioni future.

Dal punto di vista pratico, la nuova disciplina consente di pensare alle donazioni immobiliari come a uno strumento di pianificazione patrimoniale efficace. Chi pianifica il proprio patrimonio familiare può, dunque, operare con maggiore chiarezza, consapevole che gli immobili donati non saranno penalizzati da vincoli successori pesanti. Al tempo stesso, chi intende vendere o acquistare una casa di provenienza donativa nel rivolgersi ai notai online di NotaioFacile, può chiedere chiarimenti sulla documentazione da valutare e preventivare il costo per completare l’atto a norma di legge. In più, grazie al supporto degli strumenti disponibili sul portale, utili al calcolo spese notarili, è più semplice stimare con precisione l’impatto economico dell’operazione.

La riforma sulle donazioni immobiliari segna una svolta significativa per l’ordinamento italiano, superando decenni di incertezze e rischi legati alla possibilità di azioni di restituzione contro terzi. Nell’era post-riforma, invece, è stata rafforzata la fiducia degli operatori e dei cittadini nel mercato immobiliare, poiché la legge  offre protezione ai legittimari e, al tempo stesso, garantisce agli acquirenti una solidità nella proprietà che prima era difficile da ottenere.

Con l’eliminazione di quel vincolo che per troppo tempo ha frenato compravendite e accesso al credito, l’Italia compie un passo avanti verso un sistema più moderno e competitivo, in cui le donazioni immobiliari possono svolgere un ruolo determinante nella gestione patrimoniale delle famiglie e nella circolazione dei beni.

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