La zuppa più grande del mondo per il mercato delle biodiversità
SAN GIORGIO
Ha raggiunto i dieci anni “il mercato della terra e della biodiversità”, che la seconda settimana di maggio trasforma San Giorgio Canavese in un centro delle eccellenze alimentari e della cultura green. Per l’occasione l’amministrazione comunale sangiorgese e l’associazione della piattella canavesana di Cortereggio giocano d’anticipo. «L’idea per festeggiare il decennale è presentare la zuppa delle biodiversità leguminose più grande del mondo per entrare nel Guinness world record», annuncia la presidente Debora Vittone. Un “assaggio” si è tenuto la scorsa domenica in occasione di uno dei momenti maggiormente legati alla terra: la tradizionale festa di Sant’Antonio nella frazione Cortereggio, presidio slow food della piattella Canavesana.
Alla benedizione del pane e dei trattori celebrata da don Luca e il pranzo comunitario al salone Boggio, organizzato dal gruppo Anziani Santa Lucina, si è aggiunto un confronto tra la piattella di Cortereggio, la piattella al Dente di Morto, di Acerra, il fagiolo antico di San Quirino, ed il fagiolo rosso di Lucca. «Non una sfida per decretare un vincitore – aggiunge Vittone, – ma un’occasione per dare voce alla terra, mettere al centro la biodiversità e riconoscere come ogni fagiolo porti con sé storia, fatica, tradizione e senso di comunità. Un confronto di pignatte fatto di gusto, identità e rispetto, per ricordare che le radici, anche se lontane, bevono la stessa acqua. E soprattutto una piccola prova generale per la nostra zuppa».
Per onor di cronaca, la Piattella Canavesana di Cortereggio è stata quella che ha raccolto il maggiore apprezzamento nella valutazione di gusto, vista, consistenza, equilibrio e identità, servita nel piatto tipico dei fagioli e cotiche: un riconoscimento che racconta il legame profondo tra prodotto, territorio e comunità. Della giuria facevano parte Remo Falconieri, titolare dell’azienda vinicola Ciek, l’ex sindaco di San Giorgio Canavese Andrea Zanusso, Mauro Carosso Presidente di Ais Piemonte, Corrado Scapino Presidente dell’Enoteca regionale dei Vini della Provincia di Torino e Alessandro Musso referente della Condotta SlowFood del Canavese. Intanto l’associazione della piattella Canavesana di Cortereggio, il Comune sono già al lavoro per l’organizzazione dell’edizione numero 10. Quella dell’anno scorso, s’intitolava “Bellezza 2025. Coltiva il paesaggio” ed aveva registrato la presenza di 70 produttori, di cui 25 erano presidi Slow food, di sette caffè storici, di sette associazioni culturali, una cooperativa (Andirivieni), trainati da uno staff organizzativo di dieci persone, coordinato dall’assessore Ivano Rean Conto.
L’ala dell’antico mercato coperto (teatro di un intervento di riqualificazione) tornerà ad essere la casa della biodiversità per ospitare laboratori per ragazzi ed approfondimenti con i produttori. Tra le novità che potrebbero ripetersi lo street food (in via Dante) per mangiare deliziose specialità, e la visita alle dimore storiche (il castello, villa Malfatti e dimora Berchiatti). «Dietro il grande palcoscenico a cielo aperto si nasconde una filosofia di vita: È il mercato delle origini –sottolinea la curatrice del mercato Ambra Civallero – dove è la qualità a fare la differenza, dove produttori, presidi Slow food, maestri del gusto, diventano protagonisti con le loro peculiarità, con le loro storie e tradizioni che vengono reciprocamente condivise in un atmosfera di festa e convivialità» .