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Askatasuna, già scarcerati i 3 fermati per la guerriglia a Torino. Sconcerto e rabbia per il solito copione

Niente carcere per chi ha scatenato la guerriglia a Torino, devastato la città, e pestato a colpi di martello un agente, con dinamiche che il ministro Piantedosi non ha esitato a definire “terroristiche”. Sono già a piede libero, come scrive su X un Matteo Salvini indignato. Proprio così. Il gip del tribunale di Torino, all’esito dell’udienza di convalida di lunedì, ha deciso gli arresti domiciliari per Angelo Simionato, il 22enne originario della provincia di Grosseto arrestato in differita, sospettato di aver preso parte al pestaggio del poliziotto. Per il martellatore si aprono le porte di casa. Sconto anche per gli altri due arrestati. Soltanto l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria per i due torinesi, Matteo Campaner e Pietro Desideri accusati di resistenza a pubblico ufficiale e arrestati in seguito agli scontri. Per entrambi la procura aveva chiesto la convalida dell’arresto e la misura in carcere.

Askatasuna, scarcerati i tre fermati dopo gli scontri

È avvenuto esattamente quanto si temeva. Il solito copione che fotografa la sostanziale impunità concessa ai “bravi ragazzi” dei centri sociali dediti al conflitto sociale e alla guerriglia urbana. Coperti dalle sinistra, dai sindaci e dalle toghe militanti. Inascoltati gli auspici della premier Giorgia Meloni affinché oltre alla condanna ferma della politica e delle istituzioni anche la magistratura faccia la sua parte. Immediata la reazione di Fratelli d’Italia. “E poi ci dicono che sbagliamo a voler riformare la Giustizia in Italia…”, ha commentato su Instagram Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell’organizzazione di FdI.

FdI: inaccettabile, così si offendono lo Stato e i cittadini

Durissima la reazione di Paola Ambrogio, senatrice di FdI. “Si lancia un messaggio devastante: la violenza può essere derubricata a fastidioso incidente di percorso. Ancora una volta, a fatti gravi segue una risposta giudiziaria debole, che mina la credibilità delle istituzioni. Così si dà l’immagine di uno Stato sfilacciato, incapace di affermare con decisione il principio di legalità”. Non è accettabile – continua l’esponente di FdI – che episodi di questa gravità vengano trattati con tanta leggerezza. Serve una svolta netta, serve restituire certezza della pena e autorevolezza alle istituzioni. Questa vicenda è l’ennesima conferma: una riforma profonda della magistratura non è più rinviabile. Per la sicurezza dei cittadini, per la credibilità dello Stato”. “Vergogna – scrive sui social Salvini – Votare Sì al referendum sulla Giustizia è un dovere morale”.

Gasparri: quei pochi che finiscono in carcere subito liberati. È una cosa indegna

Maurizio Gasparri, in un video pubblicato su Facebook dall’aula del Senato parla di una notizia che sconcerta e amareggia. “Mentre siamo qui, apprendiamo che la magistratura ha già scarcerato due dei tre che erano stati arrestati. Come si fa a sostenere l’azione delle Forze dell’ordine quando la magistratura scarcera subito i già troppo pochi che erano stati arrestati? Sì, con l’obbligo della firma, ma non va bene. É una decisione che offende il sacrificio delle Forze dell’ordine. Poi dicono che non si deve votare ‘sì’ per la riforma della giustizia. Questo è un ulteriore episodio di uso politico della giustizia. Vergogna per chi rimette a piedi libero i pochi arrestati. Molti di più dovrebbero stare in carcere, invece i pochi che ci finiscono vengono subito liberati dalla magistratura. È una cosa indegna”.

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