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Dichiarazione dei Redditi 2026: Nuove Regole per i Familiari a Carico

La Legge di Bilancio 2025 e il Decreto Correttivo IRPEF hanno trasformato radicalmente le modalità per indicare i familiari a carico in dichiarazione dei redditi.

Le nuove norme introducono una distinzione cruciale tra i soggetti che generano una detrazione “fissa” e quelli che permettono solo il recupero delle spese sostenute. Sebbene i limiti di reddito per essere definiti “a carico” restino invariati, il perimetro d’azione si restringe per i carichi fissi e si amplia per la deducibilità degli oneri: in breve, servirà maggiore precisione nella compilazione dei modelli dichiarativi per non perdere vantaggi fiscali o incorrere in recuperi.

Detrazioni “fisse”: chi rientra e chi resta escluso

Dal 2025, le detrazioni fiscali “fisse” (che si muovono tra 700 e 800 euro a seconda del reddito) spettano solo per specifiche categorie di familiari. In particolare, ne beneficiano il coniuge (o parte di unione civile) non separato, i figli di età compresa tra 21 e 30 anni, i figli con disabilità senza limiti d’età e gli ascendenti conviventi (genitori, nonni). Restano invece esclusi: i figli sotto i 21 anni, già coperti dall’Assegno Unico, i figli non disabili che hanno superato i 30 anni, gli altri familiari anche se conviventi. Inoltre, i cittadini extra Ue non possono più richiederle per familiari residenti all’estero.

Dal 2025 le detrazioni “fisse” spettano solo per una ristretta platea di familiari a carico – termometropolitico

La quota variabile (quella che dipende dalle spese sostenute), invece, può essere richiesta: per i figli tutti i figli (anche sotto i 21 e sopra i 30 anni) e le altre categorie (cioè anche fratelli, nipoti, generi, nuore, e suoceri a condizioni che siano conviventi o ricevano assegni familiari non stabiliti da sentenza).

Quali spese di possono recuperare e quando

Fondamentale, però, rientrare in ben precise soglie reddituali: 4mila euro annui per figli over 24; il limite di reddito scende a 2.840,51 euro annui per tutte le altre categorie. Nel calcolo bisogna includere anche i proventi derivanti da regimi forfettari, le cedolari secche sugli affitti ma anche le mance ricevute nel settore turistico per esempio.

Tra le spese detraibili naturalmente quelle sanitarie così come quelle per asilo nido, scuola e attività sportive (per figli tra 5 e 18 anni) così come gli abbonamenti al trasporto pubblico entro la franchigia di 250 euro. Sono, invece, deducibili (quindi abbassano il reddito imponibile, quello su cui si calcolano le imposte) le spese che riguardano la contribuzione previdenziale e la previdenza complementare. Sono sempre oneri deducibili le spese mediche e di assistenza specifica per le persone con disabilità.

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