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Ivrea. Una targa in memoria degli infoibati e delle vittime di guerre e deportazioni

Ivrea

Un luogo votato alla riconciliazione e alla memoria di tutte le vittime dei conflitti, perché gli orrori della guerra non abbiano a ripetersi: questo il significato voluto per il Giardino del Ricordo, un piccolo spiazzo verde circondato da alti alberi tra via Grande Torino e via dei Mulini a Ivrea, inaugurato dall’amministrazione nella mattinata di martedì 10 febbraio. Alla presenza di sindaco, assessori e forze dell’ordine, è stata così scoperta una targa, la quale d’ora in poi adornerà, donandogli così un nome e una funzione, lo spazio verde di fronte al cimitero cittadino. Una targa dedicata alle vittime del nazi-fascismo e dei totalitarismi, alle donne e agli uomini della Resistenza, agli internati militari, ai deportati, agli infoibati, agli esuli e ai soldati di tutte le guerre.

L’intervento del sindaco

Dopo l’inno d’Italia suonato dalla banda cittadina, è toccato al sindaco Matteo Chiantore prendere la parola per ringraziare i presenti ed esplicitare il significato del nuovo Giardino: «Il 10 febbraio da oltre 20 anni è il giorno in cui il nostro paese si impegna a conservare e rinnovare la memoria della tragedia delle vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. L’istituzione di questa giornata ha avuto il merito di rimuovere una lunga cortina di indifferenza che per troppo tempo ha avvolto le violenze subite da intere popolazioni. Una giornata importante perché ci ricorda che non bisogna dimenticare nessuno, e che ogni vittima di ingiustizia e atrocità, in qualsiasi epoca e luogo, merita memoria e rispetto. Migliaia di persone furono vittima delle foibe, centinaia di migliaia furono costrette da un giorno all’altro ad abbandonare le proprie case, senza sapere se ne avrebbero mai fatto ritorno. Una tragedia profonda che parla ancora al nostro presente. Questa giornata ci dà la possibilità di rivolgere un pensiero alle vittime non solo delle foibe e dell’esodo, ma a tutti coloro che a causa delle guerre e delle loro terribili conseguenze sono stati privati del futuro, di sogni , affetti e luoghi. Oggi, nel Giorno del Ricordo, siamo chiamati a rinnovarne la memoria: ricordare è un atto di responsabilità del presente, significa riconoscere che il confine tra vittima e carnefice attraversa spesso l’essere umano, e che ogni vita spezzata dalla storia, appartiene alla medesima umanità. Il senso profondo del ricordo sta proprio qui: non nel frammentare la memoria in occasioni separate, ma nel custodirla come bene comune, capaci di unire vittime e caduti delle guerre in un’unica condivisa coscienza umana. Ci auguriamo che questo spazio possa essere un monito, a non dimenticare mai che siamo tutti esseri umani».

I ragazzi delle scuole

Oltre alla presenza istituzionale, la giornata ha visto la partecipazione attiva anche di alcuni ragazzi degli istituti superiori del territorio: Marianna Maringoni, 19 anni del Cena, insieme a Viola Panebianco e Edoardo Giannotta, entrambi diciottenni del Botta, hanno letto racconti storici di pompieri che recuperarono i corpi nelle foibe, di esuli istriano e di soldati italiani internati nei campi di concentramento nazisti dopo l’8 settembre 1943.

Affidata ai ragazzi anche la parte di documentazione dell’evento, con foto e video a cura di Elodie Monte, 19 anni, e Stefano Bivoni, 18 anni, entrambi dell’istituto Cena.

Le polemiche

Fin dalla sua istituzione, il 10 febbraio, Giorno del Ricordo nato per ricordare le vittime delle Foibe, è stato al centro di polemiche, riguardanti la reale portata delle stragi e la strumentalizzazione politica o meno dell’episodio. Anche quest’anno non ha fatto eccezione: grande assente della giornata infatti, l’Unione degli Istriani di Piemonte e Valle d’Aosta, a cui la scelta di ampliare la platea delle vittime a cui il Giardino è dedicato non è piaciuta, e che ha accusato l’amministrazione Chiantore di aver voluto così diluire la memoria degli infoibati: «L’attuale maggioranza di Ivrea vuole colpevolmente minimizzare e confondere il Giorno del Ricordo con altre iniziative e con altre vicende che nulla hanno a che fare con lo stesso – ha scritto l’associazione attraverso una lettera –. Non ci faremo coinvolgere in questo ennesimo tentativo di stravolgere la storia, quindi ben volentieri noi ovviamente non parteciperemo».

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