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Jack Pinnington Jones e la preziosa esperienza al college: “Il livello là è davvero molto alto”

Jack Pinnington Jones si sta facendo notare in questo avvio di 2026. L’attuale numero 181 al mondo si è qualificato per il tabellone principale del Nexo Dallas Open e al primo turno ha rifilato un doppio 6-2 a Flavio Cobolli, top 20 e quarto favorito del seeding. A differenza di quanto accaduto nel 2025, quando non riuscì a staccare il pass per il main draw, il 22enne britannico sta giocando un ottimo tennis in queste settimane. Che però per lui non sono state tra le più tranquille per quanto riguarda gli spostamenti da un torneo all’altro.

Dall’Australia all’Egitto: il viaggio di Pinnington Jones

Dopo aver perso all’esordio nel tabellone cadetto dell’Australian Open, Pinnington Jones ha deciso di compiere un viaggio molto lungo, in solitaria, verso Soma Bay, in Egitto. Per un totale di 32 ore di volo che non sono state semplici da smaltire. Soprattutto considerando che in quel luogo avrebbe dovuto competere in un torneo Challenger. “Ricordo che quando sono arrivato in Egitto ho pensato: ‘Nei prossimi giorni starò male’”, ha raccontato in un’intervista concessa ad ATP Tour.Mi sono svegliato di notte, a causa del jet lag, senza sapere dove mi trovassi. È stata un’esperienza completamente nuova e passare dalla mia prima volta in Australia per uno Slam a un Challenger in Egitto dove non conoscevo nessuno è stato un po’ come dire: ‘Sei ancora al 200° posto nella classifica mondiale. È tutto un viaggio’.

Nonostante la stanchezza e il fatto che non rientrasse a casa da ormai due mesi, il tennista britannico è riuscito a spingersi sino all’ultimo atto. Dove però si è sciolto dinanzi ad alcuni problemi fisici e all’esperienza di Lloyd Harris, suo avversario. Alla fine, il mio fisico non era in ottime condizioni, ma sono riuscito ad arrivare in finale. Ho cercato di trarre il meglio da una situazione difficile, con i viaggi e tutto il resto. La mia squadra è stata fantastica, mi ha sostenuto dicendomi: ‘Devi solo giocare ogni partita e andare avanti. Non si sa mai cosa può succedere’. Credo che questo sia l’atteggiamento mentale che cerco di adottare ogni settimana”.

La Texas University e i primi successi da pro

Pinnington Jones ha trascorso tre anni alla Texas Christian University. Il suo percorso al college è stato colmo di successi ed è terminato a fine primavera 2025. Dopo questo lungo periodo e un passato in cui ha giocato anche a livello junior – raggiungendo la sesta posizione mondiale -, il britannico ha deciso di lanciarsi subito nei tornei professionistici. “È stato un grande cambiamento. Ovviamente, stare lontano da casa per un periodo così lungo per la prima volta è stato uno shock enorme. Avere con me altri giocatori britannici nella squadra, come Jacob Fearnley e Lui Maxted, è stato di grande aiuto, così come anche gli allenatori e la cultura della TCU. Mi sono sentito davvero ben accolto e dopo le prime settimane mi sono ambientato”.

I meriti del suo successo, infatti, vanno anche alla sua squadra e a chiunque lo abbia supportato in questi ultimi anni. “Ho un team fantastico che mi circonda, sono davvero grato di avere il sostegno della LTA e mi affido a loro per gestire lo stress, i viaggi e tutte le cose che sono completamente nuove per me. L’aspetto più importante è imparare a gestire i viaggi, il jet lag epoi provare a controllare ciò che posso controllare: uscire, gareggiare, allenarmi al meglio e cercare di migliorare.

Prospettive

Intanto, nel 2025 ha scalato circa duecento posizioni in classifica mondiale. Nella passata stagione ha raggiunto tre finali Challenger (vincendone due) e battendo in tre set Tomas Martin Etcheverry a Wimbledon ha ottenuto pure il suo primo successo in un tabellone principale di uno Slam. Ora, grazie alle recenti affermazioni a Dallas è salito alla piazza numero 153 nel ranking virtuale. Un’ulteriore conferma di quanto il college sia capace di lanciare i giovani verso il tennis che conta. “Basta guardare i ragazzi che hanno avuto successo quando ero al college: Jacob Fearnley, Eliot Spizzirri (suo prossimo avversario a Dallas agli ottavi, ndr), Ethan Quinn, solo per citarne alcuni. Gabriel Diallo e Ben Shelton erano appena prima di me. Tutti quei ragazzi avevano già al tempo un livello alto. Quando si gioca al vertice della formazione di una grande squadra universitaria il livello è davvero alto.

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