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Pavia, fondi del Waterfront a rischio per il campo sinti? L’opposizione attacca

Pavia. Regione Lombardia aveva fissato al 31 dicembre il termine dello spostamento di una parte del campo sinti di piazzale Europa. Spostamento inserito all’interno del mega progetto Waterfront che prevede, in questa porzione di città, la riqualificazione dell’ex piscina e la realizzazione di un parco acquatico.

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«Termine che non è stato rispettato», sottolinea il capogruppo di Fratelli d’Italia Nicola Niutta che segna in rosso anche un’altra scadenza, quella che riguarda la demolizione di opere abusive nell’intera area occupata dalla comunità sinti. Sono infatti un’ottantina le ordinanze di demolizione adottate dal Comune lo scorso ottobre per presunti abusi edilizi. Ordinanze che fissavano in 90 giorni il termine per eseguirle. Ma da controlli effettuati ieri dalla Polizia locale «ancora non si è ottemperato al provvedimento comunale», fa sapere Niutta che in un’interrogazione, da discutere nel prossimo Consiglio, chiede conto delle intenzioni dell’amministrazione.

Insomma l’indice dell’opposizione è puntato sull’eccessivo ritardo che riguarda sia il trasferimento del campo, sia la rimozione degli abusi che andava eseguita entro il 20 gennaio.

«La Regione – avverte Niutta – imponeva la data del 31 dicembre per lo spostamento del campo, ma ancora non si sa quale sia l’area dove trasferire la comunità, visto che l’amministrazione sta valutando tre soluzioni. Esiste quindi il rischio di perdere i fondi di Waterfront se non si procederà con tempestività».

Per questo l’opposizione, proprio sullo spostamento della parte nord del campo, ha chiesto un consiglio comunale aperto: «Potrebbe essere indetto tra fine febbraio e i primi di marzo e speriamo, in quella sede, di ricevere tutti i chiarimenti necessari – precisa il capogruppo –. Soprattutto vogliamo avere certezza che non si perdano i fondi regionali legati alla realizzazione di Waterfront».

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C’è poi la questione “abusi edilizi”. Ora, avverte Niutta, la palla passa al settore Lavori pubblici guidato dall’assessora Alice Moggi: «Chiederemo alla vicesindaca come intenda procedere. Le ordinanze stabiliscono che bisogna demolire le opere abusive, intendiamo quindi sapere se sarà il Comune ad agire. Nel corso di una seduta congiunta delle commissioni consiliari eravamo infatti stati informati che l’obiettivo degli abbattimenti era quello di ripristinare i luoghi nella condizione originaria, qualora fossero accertate costruzioni non conformi. Chiediamo informazioni sulle tempistiche, visto che durante la commissione si era parlato di possibili limiti temporali collegati all’avvio dei cantieri del progetto Waterfront». —

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