Voghera, presa la banda delle truffe online «Persi 20mila euro in un mese»
Voghera. Una piattaforma fittizia di trading online, creata ad hoc per ingannare le proprie vittime e far sparire i loro soldi da un momento all’altro. Agiva così la banda di truffatori sgominata dagli agenti del commissariato di Voghera dopo mesi di indagini. L’operazione era partita dalla denuncia di un uomo che, finito nel mirino del gruppo, si era visto portare via 20mila euro nel giro di un mese con false promesse di guadagni futuri. Al termine dell’operazione sono state denunciate dieci persone residenti in diverse zone d’Italia.
Il "task scam"
Il sistema scoperto dalla polizia rientra nelle tecniche di "task scam", sempre più frequenti. Si tratta di truffe online portate avanti promettendo un lavoro o una seconda entrata.
Il truffatore contatta le sue vittime attraverso le classiche applicazioni di messaggistica. In un primo momento vengono loro assegnati dei compiti rapidi, premiati con delle piccole ricompense per fidelizzare le persone prima di ingannarle. Lo step successivo è proporre di investire denaro su piattaforme di trading o per acquistare dei "pacchetti" di corsi, in teoria sempre finalizzati a un guadagno futuro. Guadagno che, nei casi di "task scam", non arriverà mai.
Un sistema studiato
Secondo la testimonianza del 36enne che ha denunciato alla polizia di essere stato truffato, anche in questo caso la dinamica segue alla perfezione i principi di questa tecnica. L’uomo è prima stato contattato su WhatsApp da un numero con prefisso internazionale. La persona che lo ha agganciato ha iniziato chiedendogli di mettere dei "mi piace" a delle foto aziendali pubblicate su vari social. Azioni che non richiedevano alcuno sforzo e venivano ricompensate con piccoli premi in denaro, convincendo così il 36enne della buona fede del suo interlocutore.
Qualche giorno dopo la conversazione si è spostata su Telegram, un’altra applicazione di messaggistica sulla quale mantenere l’anonimato risulta più facile che su WhatsApp. A questo punto gli autori della truffa hanno convinto la vittima a investire dei soldi su una piattaforma di trading online chiamata Exprivia, promettendogli guadagni ben superiori a quelli già ottenuti con i "mi piace" ai post.
Nel giro di un mese, tra gennaio e febbraio del 2025, il 36enne ha caricato sulla piattaforma una somma complessiva di 20mila euro circa, vedendo il suo portafoglio sul sistema sempre più pieno ma senza la possibilità di prelevare. Alla fine, da un momento all’altro, sono spariti sia i soldi che gli interlocutori con cui si scriveva su Telegram: la truffa era fatta.
Le indagini
L’accuratezza con la quale i truffatori hanno studiato il loro sistema ha complicato le indagini della polizia, durate circa un anno. Per estorcere denaro alla vittima, la banda utilizzava la tecnica "smurfing". Consiste nel richiedere tanti versamenti di piccolo taglio per evitare i controlli anti riciclaggio degli istituti di credito e alimentare l'illusione di un investimento sicuro.
Gli agenti del commissariato di Voghera sono comunque riusciti a risalire sia al funzionamento del sistema di truffa che alle identità degli autori. Per riuscirci hanno effettuato analisi sui flussi bancari ed eseguito decreti di esibizione in diverse banche.
I bonifici per gli investimenti falsi venivano indirizzati su undici Iban diversi. I poliziotti hanno incrociato i dati contrattuali dei conti beneficiari con i documenti d'identità forniti quando sono stati aperti. Così è stato possibile identificare le dieci persone che raccoglievano il denaro. Sono residenti in varie località italiane e sono stati tutti denunciati per il loro ruolo di prestanome e beneficiari finali dei soldi ottenuti attraverso il raggiro.