Guerra in Medio Oriente, anche in Italia allerta massima: il Viminale innalza la vigilanza su 28.000 obiettivi sensibili
Lo scontro in corso in Medio Oriente aumenta il rischio di un’escalation in Europa e anche sul territorio italiano. Già poco dopo l’inizio dell’operazione “Furia epica” condotta dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran, i grandi ayatollah Hossein Nouri Hamedani e Naser Makarem Shirazi hanno lanciato fatwa in cui si invitano i musulmani di tutto il mondo a vendicare l’uccisione di Ali Khamenei. Stamattina, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha annunciato che la guerra in Iran potrebbe estendersi in Europa. Il Viminale ha quindi disposto l’innalzamento della vigilanza attorno a obiettivi sensibili, dai luoghi di culto alle ambasciate, fino alle infrastrutture critiche.
Italia blindata
Il piano di prevenzione, coordinato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, riguarda più di 28.000 obiettivi sensibili. L’innalzamento dei livelli di protezione interna si basa su una classificazione che considera sia il livello di rischio sia la natura dei siti in questione. E saranno più frequenti le riunioni del Comitato strategico antiterrorismo (Casa) al fine di mantenere costante il flusso delle informazioni.
Le sedi diplomatiche
Le ambasciate americane sono già state prese di mira nei Paesi del Golfo. La prima priorità per l’Italia è quindi garantire la sicurezza delle sedi diplomatiche degli Stati coinvolti nel conflitto in Medio Oriente, in primis Stati Uniti e Israele. A ciò si aggiungono misure di prevenzione rivolte alle sedi delle organizzazioni internazionali, nonché agli uffici commerciali. Per rafforzare la sicurezza è previsto lo stanziamento delle forze di polizia e anche dell’esercito nella cornice dell’operazione “Strade sicure”, oltre alle limitazioni al traffico nei pressi degli obiettivi sensibili.
I luoghi di culto
Il piano di sicurezza prevede una protezione rafforzata intorno ai luoghi di culto che potrebbero essere il target di ritorsioni, come le sinagoghe e le scuole ebraiche. Allo stesso tempo, le attività di monitoraggio riguardano le moschee e i centri di preghiera islamici. Qui lo scopo è prevenire rappresaglie e fenomeni di radicalizzazione.
Gli aeroporti, le stazioni, le metropolitane
Le misure di sicurezza sono state innalzate anche negli aeroporti internazionali, nelle stazioni e nelle metropolitane. Alle pattuglie si aggiungerà l’attività dell’intelligence e dei sistemi di sorveglianza avanzati che includono il riconoscimento facciale. La «sorveglianza invisibile» ha l’obiettivo di individuare movimenti sospetti dei «lupi solitari». E in tal senso è stato potenziato il monitoraggio del web, dalle piattaforme social ai forum, per scovare attività di radicalizzazione o l’eventuale pianificazione di attentati.
Infrastrutture critiche
Un vasto numero di obiettivi sensibili interessa le infrastrutture critiche. Le raffinerie, i depositi strategici di carburante, i terminali di rigassificazione sono quindi sottoposti a una stretta sorveglianza. Il piano mira a prevenire atti di sabotaggio che paralizzerebbero il Paese.
Vigilanza maggiore sulle manifestazioni
Grande attenzione è rivolta alle manifestazioni che si terranno già oggi a Roma, dal sit-in del Comitato 7 ottobre alla protesta davanti all’ambasciata degli Stati Uniti contro «l’aggressione imperialista». A Milano invece si terrà una mobilitazione dello stesso tenore davanti al consolato americano. Nella Capitale, tra l’altro, la sorveglianza riguarda le zone ritenute più calde, dal Ghetto ebraico alle rappresentanze diplomatiche.