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Flora Tabanelli operata dopo il bronzo alle Olimpiadi: intervento al legamento crociato anteriore del ginocchio destro

Il 6 novembre, a Stubai, il rumore sordo della caduta aveva gelato l’aria più della neve. Flora Tabanelli rimase a terra qualche secondo di troppo, lo sguardo fisso al cielo lattiginoso del ghiacciaio. Poche ore dopo arrivò la diagnosi che nessun atleta vuole sentire alla vigilia di un’Olimpiade: lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Il sogno di gareggiare ai Giochi di Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 sembrava svanito in quell’istante.

Eppure, proprio in quella frattura si è insinuata la sua ostinazione. Diciotto anni, modenese, campionessa del mondo e dominatrice della Coppa del Mondo park&pipe, Flora ha scelto la strada più impervia: niente intervento immediato, ma una terapia conservativa studiata insieme alla Commissione Medica FISI. Un lavoro quotidiano, feroce, per rinforzare la muscolatura e stabilizzare il ginocchio quanto bastava per tentare l’impossibile. Sedute infinite, esercizi ripetuti fino allo sfinimento, il dubbio da tenere a bada ogni sera.

Nel frattempo l’Italia si preparava ai Giochi di casa, sospinta anche dalla favola di Federica Brignone, capace di risorgere da un grave infortunio e prendersi due ori. Anche Flora ha incrociato il suo cammino, condividendo parole e fatica in palestra, trasformando la paura in un’alleata silenziosa.

A Livigno, nel Big Air, la storia ha cambiato tono. Senza aver disputato gare di Coppa del Mondo in stagione, dopo aver rinunciato allo slopestyle per non forzare oltre il limite, Tabanelli ha scelto un’unica traiettoria: quella che porta dritto al cuore. Salto dopo salto, con una tecnica pulita e una determinazione quasi feroce, ha scritto una pagina che l’Italia del freestyle non aveva mai conosciuto. Il bronzo olimpico, il primo podio a cinque cerchi per il Bel Paese nello sci freestyle, ha avuto il sapore della liberazione.

Chiusa la parentesi olimpica, è tempo di pensare al domani. Nei giorni scorsi è stata operata alla casa di cura “La Madonnina” di Milano per la ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. L’intervento, eseguito dai dottori Andrea Panzeri e Gabriele Thiebat della Commissione Medica FISI, è perfettamente riuscito. Questa volta non c’era una gara da inseguire, ma una carriera da proteggere.

La riabilitazione ricomincia quasi subito, con la stessa disciplina che l’ha accompagnata fino al podio a cinque cerchi. La differenza è che adesso non c’è più l’urgenza di bruciare le tappe, bensì la consapevolezza di aver già dimostrato a sé stessa di saper attraversare il dolore. Tornerà sugli sci nella prossima stagione agonistica, con un ginocchio ricostruito e una medaglia che pesa come una promessa mantenuta.

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