Affitti boom, case in saldo: Ivrea divisa tra tensione locativa e vendite al ribasso
IVREA. Un mercato immobiliare a due velocità, a Ivrea, con affitti in tensione e compravendite stabili ma “selettive”. È il quadro che emerge dalle analisi delle agenzie, tra domanda di locazioni in forte crescita, uno stock limitato di alloggi “dignitosi” e una forbice di prezzi molto ampia tra centro, periferie e cintura.
su i canoni, poca disponibilità
Sul fronte delle locazioni, il giudizio è unanime. «C’è una richiesta folle: lavoratori che arrivano da fuori, coppie che vogliono andare a vivere da sole e altre tipologie di clientela. C’è tantissima domanda e poco prodotto», sintetizza Riccardo Bich di Bich immobiliare, storica agenzia affiliata Gabetti localizzata in via Jervis con mercato che da Ivrea e Canavese si estende fino a Valle d’Aosta. «Gli affitti sono in pieno boom, nel senso che non ci sono immobili», concordano altri operatori focalizzati su Ivrea città. Il risultato è una disponibilità di fatto ridotta al minimo, con gli appartamenti buoni che vengono assorbiti rapidamente da un mercato in cui la componente preponderante è trainata dai ricercatori e gli addetti del Bioparco di Colleretto Giacosa, ma anche dagli infermieri e dagli immancabili insegnanti che si trasferiscono dalle regioni del sud Italia, segmento ormai consolidato. «Mentre una volta avevo sempre almeno 10 o 15 appartamenti vuoti, adesso non riesco a pubblicizzare più di uno o due alloggi alla volta, perché appena li metto fuori li affittiamo», riassume un agente. I prezzi seguono di conseguenza. «Oggi un bilocale o trilocale per single o coppia sta intorno ai 400 euro, mentre per un appartamento per famiglia, con due o tre camere e ristrutturato, siamo sui 500-600 euro al mese», dettaglia ancora Bich. La tendenza al rialzo, dettata da una domanda che non trova una adeguata disponibilità, viene fotografata da aumenti dei canoni fino al 10-15% al cambio inquilino.
il richiamo turistico
Pesano su questa offerta corta gli affitti brevi e le locazioni turistiche che, dati alla mano, solo nell’ultimo anno hanno registrato un delta positivo dell’80%, essendo passate da 349 a 632 in appena dodici mesi. Ancora Bich: «Ultimamente c’è questa moda: appartamenti che prima venivano affittati con contratti tradizionali vengono tolti dal mercato per andare su Booking o Airbnb. Se dieci alloggi passano agli affitti brevi, hai tolto dieci proprietà al mercato residenziale. Non si scappa, questi sono i numeri». Ma a incidere concorre anche il fatto che molti di questi contratti vengano gestiti in maniera privata, fuori dai circuiti intermediati. Resta comunque il dato empirico: «Lo si vede a occhio, molto banalmente: cercando “affitti a Ivrea” sui portali, si trova una manciata di annunci, molti ma molti di meno rispetto a qualche tempo fa».
prezzi fermi, sconti, burocrazia
Sul fronte delle vendite il quadro appare molto più che stagnante. Tanto che è opinione diffusa tra gli operatori che il prezzo ormai lo faccia chi acquista. «Chi compra ha a disposizione molte alternative, mentre chi vende è spesso costretto a rivedere al ribasso le proprie aspettative. La dinamica tipica a cui assistiamo è quella di richieste iniziali più alte, e offerte che, dopo qualche mese di stallo, tendono a imporsi come nuovo prezzo di equilibrio». Un «mercato sostanzialmente stabile», precisa Bich, con una forbice molto ampia: si va da circa 500 euro al metro quadro fino a 2.000-2.500 euro/m² sul nuovo, con una media che spesso si colloca fra gli 800 e i 1.000 euro al metro quadro. Nei paesi della Cintura va ancora peggio. Da Banchette a Montalto e Cascinette, i valori sono scesi su livelli molto bassi: dalla agenzie vengono citati casi in cui 80-90 metri quadrati “decorosi” si acquistano intorno a 25-27mila euro, con prezzi praticamente dimezzati rispetto a una quindicina di anni fa. E a scoraggiare la chiusura dei contratti ci si mette pure la burocrazia, sottolineano i più: «Le compravendite scontano il problema dell’Ufficio tecnico di Ivrea e delle normative che impongono le relazioni di regolarità edilizia: si blocca tutto lì. I tempi per l’accesso agli atti sono talmente dilatati - parliamo di mesi - che creano problemi anche quando ci sono già preliminari registrati. Se l’immobile è unico e molto interessante il cliente aspetta, altrimenti tu agenzia rischi di perderlo quel cliente». Quanto alla geografia, i quartieri penalizzati dal punto di vista dell’euro al metro quadro sono San Giovanni e Bellavista, considerati periferici e popolari. All’estremo opposto, le zone che tengono meglio i prezzi restano San Lorenzo, il centro storico e la cintura immediatamente limitrofa. «San Lorenzo è una zona forte da anni: ci sono supermercati e attività commerciali sotto casa, si è a due passi dal centro ma fuori dal caos delle manifestazioni. L’età media di chi compra qui è dai 50 anni in su, persone che non vogliono più prendere la macchina per ogni cosa».