«Abbiamo perso tutto»: il dramma e il coraggio del 51° Stormo in Kuwait, dopo l’attacco iraniano
A fare le spese del nuovo conflitto in Iran sono stati anche i soldati italiani. Mercoledì, un missile iraniano a preso di mira la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, dove sono presenti anche i nostri militari del 51esimo stormo di Istrana, che fa parte dell’aeronautica militare. Il razzo di Teheran è caduto a breve distanza da un bunker in cui si sono rifugiate le forze armate italiane da sabato sera.
I rischi sono costanti, anche se il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato che i soldati «sono al sicuro e incolumi». Buona parte delle squadre militari sono state messe in salvo, ma c’è chi ancora teme per i risvolti della guerra. «Negli attacchi abbiamo perso tutto», ha sottolineato un militare trevigiano. E in effetti a causa dell’offensiva di Teheran gli alloggi sono stati distrutti, assieme ai bagagli e agli effetti personali.
Kuwait, le testimonianze dei soldati italiani bersagliati da un missile iraniano
Il colonnello pilota Fabio Di Luca, comandante del 51esimo Stormo, sta mantenendo i contatti con il sindaco di Istrana, Maria Grazia Gasparini. Il militare ha assicurato che. i suoi uomini e le sue donne «tanno tutti bene, sono al sicuro. Ci teniamo in costante contatto». L’attenzione verso le condizioni dei nostri militari è costante anche da parte delle autorità cristiane presenti in Kuwait, come l’arcivescovo Eugene Martin Nugent, che ha raccontato la sua esperienza: «Due aerei militari americani sono stati abbattuti nei pressi della base aerea statunitense Ali al Salem, che conosco bene perché ci vado regolarmente per celebrare la messa. C’è un contingente italiano proprio lì accanto». Il sacerdote, che vive a Kuwait city, ha evidenziato che la situazione «è drammatica» e «peggiora di giorno in giorno». Tra l’altro, alcuni soldati kuwaitiani hanno iniziato a lasciare la base, mentre i nostri militari, circa 300, sono rimasti nel rifugio.
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