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Ramadan padrone, Quaresima umiliata: da Bologna a Firenze, la sinistra si genuflette all’Islam e svende tradizioni, città e residenti

Siamo alle solite, ma sempre più difficili da mandare giù. Una situazione, quella che vivono le nostre città a più alta densità di concentrazione delle comunità islamiche, degenerata orma dal grottesco al paradosso al limite del mortificante (oltre che del discriminatorio). Sì, perché mentre l’Italia cristiana vive il tempo del silenzio e della riflessione della Quaresima, la sinistra al potere nei palazzi comunali sembra aver già scelto il suo nuovo calendario liturgico.

Largo al Ramadan, da Bologna a Firenze

E così, da Bologna a Firenze, il copione che va in scena in tempi di ricorrenze religiose è sempre lo stesso: tappeti rossi (e strade chiuse) per il Ramadan. Oblio e indifferenza per le tradizioni cattoliche. Un’integrazione al contrario, quella progressivamente e irreversibilmente in atto, che sta trasformando i nostri centri cittadini in avamposti di una penisola islamica, con buona pace dei residenti ignorati e scontenti… Ma andiamo con ordine e partiamo dal caso di Bazzano che, tra gli altri, rilancia Il Resto del Carlino e riprende Il Giornale.

Bazzano, (Bologna, Italia): dove la città diventa una moschea a cielo aperto

Il caso più eclatante arriva da Bazzano, nel Bolognese. Qui, per consentire la rottura del digiuno islamico, una strada intera — la Provinciale Est 8 — viene letteralmente sequestrata ogni sera dalle 19.45 alle 22.45. Niente auto, niente pedoni, niente vita normale per chi in quella via ci abita o lavora. Solo i mezzi di emergenza e, paradossalmente, quelli degli organizzatori religiosi possono passare. Il tutto fino al prossimo 20 marzo.

Residenti esasperati: strada interdetta per un mese al traffico per gestire l’afflusso di musulmani al centro islamico

La denuncia dei residenti, raccolta dal Resto del Carlino, è un bollettino di guerra quotidiano: «Per rientrare a casa devo fare lunghe litigate con gli addetti alla sicurezza con la pettorina gialla», racconta un cittadino esasperato. Il Comune, guidato dalla solita solerzia progressista, ha persino emanato un’ordinanza per regolarizzare il blocco, affidando però la vigilanza non alle forze dell’ordine, ma ai privati del centro islamico. Risultato? Cittadini italiani costretti ad allungare il percorso per tornare a casa, mentre il servizio pubblico abdica a favore di un evento privato.

E il messaggio arriva forte e chiaro

E in tutto questo sembra essere di poca consolazione, guardando alla luna e non al dito che la indica, il fatto che da parte sua il Comune, con una nota, abbia specificato che «l’ordinanza punta a gestire l’incremento del flusso di persone e veicoli verso il Centro Culturale Islamico. Il divieto di sosta riguarda una zona industriale e in orari in cui le aziende sono chiuse. Non interviene sulla strada con cui si accede alle proprietà private». Il messaggio infatti, è arrivato comunque forte e chiaro…

Il caso Firenze smascherato dalla Lega

Sarebbe già abbastanza, ma siccome nel Bel Paese non ci facciamo mancare nulla, ecco che dopo Bologna arriva a stretto giro il “caso Firenze” a completare un quadro che, dalle stanze dei Palazzi, alle strade cittadine, si rivela sempre più desolante e frustrante. Sì perché spostandosi nel capoluogo toscano, la musica non cambia. Anzi, se possibile, si fa ancora più “alta” istituzionalizzando la portata dell’approccio – e l’esito – ideologico. Così, mentre a Bazzano si chiudono le strade e si traccia – non solo urbanisticamente – una netta linea di demarcazione (e divisione), a Firenze siamo arrivati al punto che la sinistra chiude direttamente gli occhi sulla nostra identità.

Mossuto (Lega): «Si fanno gli auguri per il Ramadan ma si dimentica la Quaresima»

Tanto che il capogruppo della Lega, Guglielmo Mossuto, ha sollevato un caso che è lo specchio dei tempi: auguri sperticati da parte del Pd per l’inizio del Ramadan, ma nemmeno una parola per la Quaresima dei fiorentini. Più chiaramente: in una nota il capogruppo del Carroccio al Consiglio comunale di Firenze, rileva e sottolinea: «La sinistra, con in testa il Pd, punta all’integrazione dei musulmani per fare cassa (di voti) e la memoria talvolta fa cilecca, visto che il Capogruppo Pd a Firenze, Milani, giorni orsono, si lancia spassionatamente in auguri per il Ramadan, ma tralascia di fare altrettanto per la Quaresima. Dimenticanza voluta? Noi pensiamo di sì. Perché “i Sinistri” ormai, sono da tempo in modalità islamica, come se vivessero nella penisola arabica, invece che in Italia».

A quando il “maramèo” dei cittadini?

Chiosando in calce: «Fortunatamente non tutti la pensano come lui. La Lega, da sempre, difende le nostre tradizioni, ancor più quelle religiose che non sono innegabilmente legate a quelle presenti negli stati islamici. Caro Milani, integrare e blandire gli stranieri che vivono in città (i quali si faranno un loro partito, facendoti bellamente “maramèo”) non deve significare accantonare miseramente i fiorentini. È una questione di rispetto verso chi amministri. Persone che sono, in gran parte, di fede cattolica».

Ramadan padrone, Quaresima trascurata

E ancora una volta il paradosso è servito: si blandiscono le comunità straniere nella speranza di un ritorno elettorale, dimenticando sistematicamente la maggioranza dei cittadini di fede cattolica. È una questione di rispetto, dicono dalla Lega. Ma per il Pd e colleghi sembra essere diventata una questione di pura strategia di sostituzione culturale (e soccorso elettorale). E a margine di tutto, resta il fatto che questi episodi descrivono una quadro di sudditanza psicologica e culturale che sembra aver preso l’abbrivio.

Le nostre tradizioni identitarie possono attendere? Ma fino a quando?

Allora, a Bazzano si accetta che una zona industriale e residenziale diventi una succursale del centro culturale islamico, giustificando il disagio dei residenti come un “percorso alternativo” accettabile. A Firenze si cancella la Pasqua dalle comunicazioni ufficiali per non urtare sensibilità altrui, finendo per calpestare la propria. E il messaggio della sinistra è chiaro: le nostre tradizioni possono attendere, quelle degli altri hanno la precedenza stradale e istituzionale. Ma come avverte tra gli altri la Lega, a forza di fare “marameo” ai propri cittadini, il risveglio per i paladini dell’accoglienza a senso unico rischia di essere molto amaro…

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