Raducanu: “Non voglio più un coach che mi dice si fa così!”
Con l’inizio del 2026 Emma Raducanu ha finalmente riacciuffato la top 30 e alla vigilia del BNP Paribas Open si è collocata alla posizione numero 24; sono numeri che non si vedevano dal 2022, ovvero da quando andarono in scadenza quelli del successo a New York di dodici mesi prima.
Da allora un 2023 con pochissime apparizioni (ovviamente anche per gli infortuni che l’hanno afflitta), un 2024 più partecipato e con l’avvicinamento alla top 50 e un 2025 fatto di piccoli mattoni per rinsaldare e migliorare il livello del ranking, con il culmine nella partita di Cincinnati contro Aryna Sabalenka, vincitrice per il proverbiale rotto della cuffia.
In febbraio a Cluj-Napoca la finale persa con Cirstea, la sua prima dallo US Open 2021, le ha consentito di avvertire alcune sensazioni ormai sopite, sensazioni che devono averne smosso la personalità e la convinzione nelle proprie possibilità. Il sito della BBC riporta giovedì 5 alcune considerazioni molto interessanti e indicative del nuovo corso che Raducanu intende avviare.
Il termine della collaborazione con Francisco Roig per divergenze sullo stile di gioco al termine dell’Australian Open è forse indicativo di una certa inquietudine della tennista, nonché di una montante insofferenza a rimanere negli steccati che i diversi coach, sette full time fino a ora, le hanno imposto. “Quello che ora voglio” – dice Raducanu – “è ritrovare il mio tennis, riconnettermi con il mio istinto; è per me necessario reimparare alcune cose per via dei diversi interventi dei coach nel corso di questi anni”.
“Non voglio uniformarmi al parere del coach”
Emma pare decisa a rompere soprattutto con un certo tipo di rapporto coach-giocatrice, a cui pare essere ormai refrattaria. “Non voglio necessariamente assumere un coach di ruolo perché lo dovrei esaminare molto attentamente e potrei sentire la pressione di dovermi adeguare a lui, persino se questa non fosse la decisione giusta. Desidero avere un allenatore che lavori bene ma non voglio più qualcuno che mi dica: si fa così! E io magari non sono d’accordo ma devo uniformarmi. In generale voglio fare riferimento a pochissime persone”.
Uno di questi è certamente Mark Petchey, che a più riprese è stato vicino alla tennista britannica e che, essendo presente a Indian Wells per impegni con Tennis Channel, ha risposto facilmente alla sua chiamata per un’assistenza di tipo giorno-per-giorno. “Con lui lavoro bene” assicura Emma. Ma le sue intenzioni sono chiare, chiunque assumesse la guida tecnica dell’atleta inglese, Petchey o altri, dovrà tenere conto della volontà della nuova Raducanu.