Giulio Magalini: “I due anni da riserva a Trento mi sono serviti. Alla Nazionale ci penso”
Classe 2001, schiacciatore della Yuasa Battery Grottazzolina, è stato intervistato nell’ultima puntata di Volley Night Giulio Magalini. Lo schiacciatore è passato dai trionfi, non da titolare, a Trento, a lottare per la salvezza, giocando tantissimi punti in campo. Andiamo a leggere le sue parole.
Differenza tra giocare per i titoli e per la lotta salvezza: “Impatto molto diverso. A Trento mi ero abituato troppo bene. Qui sapevamo di dover lottare per la salvezza, ma è stata formativa”.
I pochi punti giocati a Trento: “Sicuramente fossi anch’io l’allenatore di Trento, con quei due schiacciatori lì, farei fatica a fare dei cambi, devo dire la verità. Però devo dire che quei due anni lì mi hanno permesso di vivere innanzitutto un’esperienza europea, che è stata incredibile, fortunatamente siamo riusciti a portarlo a casa, ma anche un livello quotidiano che non si vede da nessun’altra parte, con giocatori di caratura mondiale. Quindi sicuramente è stato il primo anno forse la novità, è stato bellissimo, il secondo e forse avevo più voglia di emergere, ma comunque fai parte di un top team”.
Le differenze rispetto all’anno scorso: “È cambiato il modo di prendersi le responsabilità. Non avevo mai provato palloni che scottavano così fino a quest’anno. Ho sentito molte più sicurezze. Dopo sicuramente bisogna lavorare su tutti i fondamentali, la ricezione, muro, la battuta, e per non calare mai di livello, sotto un certo tipo di standard”.
Un ritorno in panchina di un top team: “Ovviamente se il gioco vale la candela, ci sono mille aspetti, bisogna vedere il roster, quello che propone la società, però l’idea che ho in questo momento è quella di dover far campo. Tra le piccole forse te la vivi meglio”.
Sulla possibilità della Nazionale: “Certo che ci si pensa, perché quello lì è il sogno, cioè almeno per me è un sogno vestire quella maglia, e soprattutto farlo con la nazionale seniores, che in questi ultimi anni ha vinto di tutto e di più. Non ci si pone limiti”.