Aler punta sugli studentati: c’è il progetto per altri 45 posti letto
Pavia. Sta per essere firmato il contratto tra Aler e Im Home, la società di Milano che si è aggiudicata la gara per ristrutturare 31 alloggi di proprietà dell’Azienda per l’edilizia residenziale di Pavia e Lodi - dislocati tra via Cardano, via Porta Calcinara e Lungoticino Sforza - e trasformarli in studentato diffuso, per un totale di circa 130 posti letto. Nel frattempo la stessa Aler ha in progetto un’operazione analoga, sempre in partenariato con un privato: stavolta si tratta di 15 appartamenti (in via Tavazzani, via Cagnoni e piazza S. Pietro in Ciel d’oro) dai quali si intendono ricavare altri 45 posti letto, sempre destinati a studenti universitari.
Il primo intervento, quello che riguarda i 130 posti nelle tre vie del centro storico, dovrebbe iniziare a breve e si conta di ultimare i primi alloggi per l’inizio del prossimo anno accademico. L’Aler a novembre 2024 aveva pubblicato l’avviso con il quale si proponeva ai privati un partenariato riguardante la concessione degli alloggi - in cattivo stato di manutenzione (l’ultima effettuata risale agli anni ’80) - in cambio degli interventi di ristrutturazione. All’avviso aveva risposto la Im Home di Milano, presentando un progetto di fattibilità tecnico economica che è stato poi messo a gara, come prevede la procedura dei project financing. È stata la stessa società milanese a vincerla: in cambio dell’intervento di ristrutturazione, della manutenzione ordinaria e straordinaria, della riqualificazione energetica con «conseguente valorizzazione degli immobili di proprietà Aler, utilizzando tecnologie che garantiscono la riduzione delle emissioni», la Im Home avrà in concessione gli alloggi per un periodo di 12 anni.
Una parte dei costi, stimati inizialmente in 1,7 milioni di euro più Iva, saranno coperti dal contributo (1,4 milioni) proveniente dal Pnrr, che come è noto prevedeva anche finanziamenti per la realizzazione di posti letto per studenti universitari. Nella sua proposta Im Home calcolava 4,3 milioni di ricavi dall’affitto dei posti letto nel periodo di concessione (considerando un affitto mensile per posto letto tra i 536 euro, a canone agevolato, e i 630 euro, a canone di mercato), con un margine da suddividere per il 60% a Im Home e 40% ad Aler.
Lo schema verrà riproposto nel caso dei 15 alloggi da cui ricavare altri 45 posti letto. In questo caso il costo dell’intervento è stimato in 1,4 milioni, di cui una buona parte (circa 900mila euro) ammissibile a finanziamento e l’altra a carico del concessionario. In questo caso la procedura è ancora nella fase iniziale, quindi bisognerà ancora trovare un privato interessato a fare l’intervento, presentando un progetto di fattibilità.
I vantaggi di queste operazioni per l’Aler consistono nel mettere a reddito alloggi, in condomini misti e in gran parte non affittabili (l’azienda fa notare che non si tratta di alloggi Sap, cioè da mettere a bando per l’assegnazione), incassando così parte dei canoni e riavendo poi nel patrimonio, alla fine del periodo di concessione, alloggi ristrutturati. Quanto a quelli che invece erano occupati, l’Aler assicura di aver trovato ai nuclei che li abitavano un’altra collocazione, migliorativa della situazione precedente.