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“Il Fatto è nato sul rispetto della Carta, per questo noi in prima linea per il No”, le voci di giornalisti e lettori

“Siamo in prima linea per il NO al referendum costituzionale sulla riforma Nordio perché il nostro giornale si fonda ed è nato sul rispetto della Costituzione. Il problema non è che la Carta sia immodificabile, il problema è capire perché e come la si voglia modificare. Abbiamo visto spesso i sostenitori del Sì dire ‘voi siete malpensanti, vedete delle cose che non sono indicate in realtà nel testo‘. Ma il sottotesto di questa riforma è il tentativo da parte della politica di imbrigliare l’azione della magistratura e in particolare il potere di controllo sulla politica medesima”. A sottolinearlo Maddalena Oliva, vicedirettrice del Fatto Quotidiano, alla serata conclusiva de “La Costituzione è NOstra“, al Caffè Letterario a Roma.

“Noi abbiamo un solo orizzonte, quello della Costituzione. E quindi è doveroso che questo giornale si sia speso, sia nel 2016, sia nel 2026, per difendere la Carta Costituzionale da due riforme, quella di Renzi e quella di Nordio, che sono state fatte senza concertare, di corsa e sono state scritte coi piedi. E sono, la prima, quella di Renzi, deleteria, la seconda, quella di Nordio, oltre ad essere deleteria, anche ridicola, perché non tocca minimamente il sistema giudiziario che avrebbe bisogno di riforme, ma non certo questa che è totalmente inutile“, ha aggiunto anche il giornalista e conduttore di Accordi & Disaccordi, Luca Sommi.

L'articolo “Il Fatto è nato sul rispetto della Carta, per questo noi in prima linea per il No”, le voci di giornalisti e lettori proviene da Il Fatto Quotidiano.

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