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Caso Delmastro, l’autore dello scoop Nerazzini: “Meloni evoca manine e complotti? Linguaggio scomposto, è giornalismo”

“Giorgia Meloni evoca un complotto contro il Sì sul caso Delmastro? Altro che manina, qui è solo giornalismo. Quello della premier è un linguaggio scomposto. E soprattutto è contraddittoria. Quello che mi spaventa è che si passa dal minimizzare, dal fare la parte della mamma incazzata perché il figlio ha fatto la marachella, a un linguaggio che ricorda altre vicende e tempi. Non c’è nessuna manina: le uniche manine sono quelle che firmano quell’atto a Biella, in uno studio, piano ammezzato, dove ci sono quattro leader di Fratelli d’Italia del Piemonte, una impiegata legata a un importante avvocato, che si occupano di affari importanti. E poi c’è una ragazzina di 18 anni arrivata da Roma, che non era mai stata a Biella e sicuramente non è mai più tornata a Biella”. A sottolinearlo Alberto Nerazzini, giornalista investigativo e autore dello scoop sul sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, nel corso dell’ultima serata della Settimana del NO, organizzata dal Fatto Quotidiano, a pochi giorni dal voto sul referendum sulla giustizia e sulla separazione delle carriere. “Se c’è stata una manina che dice tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna sul referendum, gli italiani valuteranno. Sono cose che a volte accadono, l’ho messo in conto”, aveva poco prima attaccato Meloni nel corso di un’intervista con Enrico Mentana, per difendersi dal caso che sta travolgendo il sottosegretario alla Giustizia del suo partito, scoperto in affari con la famiglia del prestanome del clan Senese, Mauro Caroccia, condannato per intestazione fittizia dei beni dei Senese.

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