“Ho tolto 3 tumori maligni, mi è crollato il mondo addosso. Ad Amici portavo la sacca sotto la maglietta”: le parole di Raimondo Todaro
“Quando a 35 anni ti dicono: ‘Hai 2 tumori maligni, li dobbiamo rimuovere immediatamente’, è chiaro che ti crolla il mondo addosso”. Nella casa del “Grande Fratello Vip”, Raimondo Todaro si apre a proposito del difficile periodo attraversato negli scorsi anni, quando ha dovuto fare i conti con la malattia. A salvarlo, racconta il danzatore ai coinquilini, l’amore per la figlia Jasmine e la danza.
Ad “Amici” durante la malattia
“Nel 2016 ho scoperto di avere la stessa malattia che ha avuto mio padre, un’infiammazione molto pesante del colon”, sono le parole di Todaro, che agli altri partecipanti raccolti intorno a lui spiega: “Ho tolto 3 tumori maligni e un tumore benigno. Ti cambia completamente la vita”.
“È stata la prima volta in cui non mi sentivo più un supereroe”, continua Raimondo, che fino a quel momento invece, si era definito “pronto a tutto”. Malgrado il periodo complicato, Todaro non ha smesso di lavorare. In quel periodo era insegnante ad “Amici”, e a questo proposito rivela un particolare legato al modo in cui riuscisse a portare avanti l’impegno professionale: “Immagina ad Amici con la sacca sotto la maglietta” racconta ai coinquilini. “Mi sentivo di non avere più le forze, mi vergognavo e il mio lavoro mi ha molto aiutato, secondo me mi ha proprio salvato, è stata la terapia”.
La sacca cui fa riferimento è, con ogni probabilità, il risultato di un intervento chirurgico chiamato colostomia (o ileostomia, a seconda del tratto di intestino coinvolto) che si rende necessario dopo alcune operazioni per tumori al colon: un’apertura sull’addome attraverso cui le feci vengono raccolte in una sacca adesiva applicata sulla pelle. Tale sacca, piuttosto discreta, si può nascondere sotto i vestiti, come nel caso di Todaro.
L’amore per la figlia Jasmine
Un ruolo fondamentale nel superare le difficoltà legate alla malattia lo ha avuto Jasmine, la figlia che Raimondo ha avuto da Francesca Tocca. “Ai tempi aveva 6-7 anni e sapevo di non poterla lasciare da sola. Mi guardava preoccupata e mi diceva: ‘Papà ma è grave?’, e cercavo di minimizzare, avrei voluto accompagnarla una volta in più al parco ma non ce la facevo” ricorda ancora il gieffino.
L’aneddoto della sala operatoria
A Ilary Blasi che gli chiede come stia oggi, Todaro risponde: “Benissimo. È stato un periodo difficile, brutto, ti senti inutile. Il mio lavoro e mia figlia mi hanno salvato. In tutta la mia carriera qualsiasi cosa ho fatto è sempre dipesa da me, arrivati a un certo punto mi sono sentito inerme, non sapevo cosa poter fare”. Quindi il ringraziamento al medico che lo ha seguito: “Un angelo custode che voglio salutare è Federico Barbaro, il dottore che mi ha operato 4 volte”, e un aneddoto che testimonia una volta di più tutto il suo amore per la danza: “Per farti capire quanto io sia legato al mio lavoro, mi ha raccontato che l’ultima volta che mi ha operato, mentre ero in anestesia totale ho detto ‘Five, six, seven, eight’ (il conteggio che i ballerini usano per mettersi in posizione prima di iniziare a danzare, ndr)”.
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