ATP Miami, Landaluce: “So che grandi cose arriveranno, ma voglio che arrivino ora”
È stata una corsa straordinaria. Non ti eri qualificato per nessun torneo quest’anno fino a questo: parlaci un po’ di questa settimana da sogno che hai vissuto.
MARTIN LANDALUCE: Sì, è stata una settimana incredibile. Negli ultimi mesi e nelle ultime settimane credevo e avevo fiducia di poter fare qualcosa di importante in questi tornei, ma non pensavo così in grande come è successo qui. Sono molto felice. Oggi non ho giocato bene come avrei voluto, però è stata una partita dura. Gidi ha giocato molto bene, serviva bene, quindi cerco solo di prendere spunti per migliorare e continuare su questa strada.
Questa settimana ti dimostra che appartieni a questo livello?
MARTIN LANDALUCE: Sicuramente, sicuramente. Credo di stare giocando a un livello molto alto. Penso di appartenere a questo livello e se continuo a giocare così, continuando a migliorare in tutto, penso di poter fare grandi cose.
VANNI GIBERTINI (Ubitennis): Sai cosa è scattato? Cosa è cambiato in questo torneo rispetto agli altri? Hai sentito qualcosa di diverso dentro di te?
MARTIN LANDALUCE: Sì, alcune cose sono cambiate. Penso che le cose su cui stavo lavorando si siano collegate tra loro. In tutta la mia carriera, e anche quest’anno, pensavo che sarebbero arrivate cose buone, ma non pensavo che fosse “il mio momento” adesso. Credevo che sarebbero arrivate, ma la cosa che ho cambiato nelle ultime due settimane è proprio questo: il momento è adesso. Non voglio aspettare, so che le cose arriveranno, ma voglio che arrivino ora. L’ho messo in pratica nelle scorse settimane e in particolare in questo torneo, e credo che questo sia stato il cambiamento.
È stata una partita davvero tirata, soprattutto l’ultimo game, in cui Lehecka ha tirato quei due passanti, di diritto e di rovescio. Cosa pensi abbia fatto la differenza, considerando anche il primo set molto equilibrato, deciso al tie-break?
MARTIN LANDALUCE: Penso che oggi abbia servito davvero bene. Non sono stato abbastanza rapido, mentalmente e fisicamente, nel rispondere ai suoi servizi molto potenti. Lui teneva game piuttosto facili al servizio, mentre io soffrivo un po’ di più. Cercavo di prendere energia anche dal pubblico e di giocare meglio di lui e nel secondo set ho avuto le mie occasioni.
Ho avuto una palla break, soffrivo meno nei miei turni di servizio e lui un po’ di più. In quel game però lui ha giocato davvero molto bene. È un giocatore incredibile, è stato più spesso di me in questo tipo di situazioni e ha tirato colpi davvero buoni. Io ho sbagliato un po’ di più, ma ho dato il massimo e credo sia stata una partita davvero equilibrata.
Il supporto di Nadal
Hai sentito Rafa in questi giorni?
MARTIN LANDALUCE: Sì, ho saputo che ha visto qualche spezzone delle mie partite, ha parlato di me e ne sono felice. Sono molto orgoglioso di trovarmi in questa situazione, di avere lui che parla di me e sa quali aspetti posso migliorare. Lo vedrò in accademia, quindi spero potremo parlare un po’ e vedere insieme su cosa posso migliorare.
Nessun messaggio da lui?
MARTIN LANDALUCE: No, nessun messaggio.
Martín, ti si apre praticamente una nuova carriera nel circuito, perché con questi 200 punti ti avvicinerai alla top 100 e hai la possibilità di entrare direttamente negli Slam.
So che adesso sarai ovviamente dispiaciuto per la sconfitta, ma quando a mente fredda penserai a tutto ciò che hai ottenuto questa settimana, immagino che gli aspetti positivi saranno molti di più.
MARTIN LANDALUCE: Sì, credo che questa settimana mi abbia dato moltissimo e, al di là dei punti e delle partite che ho vinto, è stata importante soprattutto per la fiducia e per la consapevolezza di essere lì, di avere un livello molto alto e di essere capace di fare male ai giocatori migliori; è questo che mi porto via.
Alla fine essere vicino alla top 100 è qualcosa che mi rende felice, ma penso di poter ambire a molto di più, ed è quello che voglio. È vero che entrare negli Slam è un obiettivo vicino, così come avvicinarsi a posizioni migliori, ma alla fine voglio arrivare molto lontano e, vedendo quello che posso fare e di cosa sono capace, voglio continuare a lavorare sulla stessa linea, con la stessa dinamica. So che, se non mi lascio mettere ostacoli negativi lungo il cammino e mi metto a lavorare da subito, arriveranno cose buone.
La settima partita in dieci giorni
Dicevi che oggi mentalmente e fisicamente non ti sei sentito come nelle altre partite. Che sensazione ti lascia questo incontro con lui?
MARTIN LANDALUCE: Per il tipo di servizio che ha lui, per quanto tira forte e per come lo dirige bene, oggi avrei avuto bisogno di qualcosa in più da parte mia.
Mi sono sentito un po’ limitato, la schiena mi dà fastidio già da qualche giorno e oggi un po’ di più. Non mi ha impedito in alcun modo di avvicinarmi al livello che volevo e credo di esserci andato molto vicino, quindi nessuna scusa.
È vero però che, per quello che lui ti richiede in campo, mi è mancato un pochino arrivare meglio in corsa sulla palla, prendere un po’ di più il diritto, fargli un po’ più male in risposta sulla seconda. Lui ha fatto il suo lavoro e credo che parte di ciò che io non sono riuscito a fare sia stato più merito suo che demerito mio.
Credi che abbia influito anche il fatto che arrivavi dalle qualificazioni, che hai giocato tante partite e magari non sei ancora così abituato a questo carico?
MARTIN LANDALUCE: Sì, può aver influito. Anche perché era il mio primo incontro sul centrale, mentre lui aveva già giocato lì; ha giocato in grandi stadi molto più di me e dall’inizio è stato tutto un po’ diverso.
La palla viaggiava piuttosto più lenta, credo di aver dovuto cambiare qualcosa per fare più male perché le mie palle rimanevano un po’ corte, le mie prime non facevano così male e le sue sì.
Credo che sia contato anche il fatto di venire dalle qualificazioni, con così tante partite; ieri ho giocato e non ho potuto riposare, mentre lui ha un fisico che è tra i migliori del circuito ed è molto preparato per questo tipo di incontri. Ci sono state piccole cose che hanno fatto la differenza e alla fine sono stati due set molto tirati che, con qualcosa in più, avrebbero potuto girare dalla mia parte.
La famiglia a bordo campo
Hai vissuto momenti molto emotivi questa settimana. Quale ti resta più dentro, qual è il tuo preferito?
MARTIN LANDALUCE: Credo che il mio momento preferito sia stato vedere che, con il passare dei turni, è potuta arrivare sempre più famiglia a vedermi; mi hanno potuto accompagnare, sono stati nel box a fare il tifo e, alla fine, questa è la cosa più bella: poter condividere con loro grandi risultati ed essere nei tornei migliori. È anche bello che, dopo una vittoria, hai quel giorno di pausa per consolidare le cose, rivederti, parlare con il tuo team e la tua famiglia di ciò che hai fatto bene e godertelo. È quello che più mi è piaciuto di questo torneo.
Ti ho sentito dire che avevi bisogno di vincere quel match di primo turno, e da lì sei arrivato ai quarti di finale.
MARTIN LANDALUCE: Sì, è vero che, per il livello che serve in settimane come questa e per le poche partite che avevo vinto quest’anno, anche se sai che il livello c’è e che, come dicevo, arriveranno grandi cose, è necessario portare a casa partite difficili. Contro quel rivale, Mackie McDonald, avevo perso la settimana precedente, con match point a favore mio, in un Challenger 175 che poteva essere un torneo favorevole per me, ed era come se stessi già bussando alla porta, come se mi stessi avvicinando a fare grandi cose.
In questi tornei, ieri ho avuto match point contro, altri giorni sono stato sotto di un set e un break; le partite si decidono per piccoli dettagli. Quando quegli episodi girano a tuo favore, ti danno una grande fiducia. Quando girano contro, ti entrano un po’ più di dubbi. Sono match che, se li perdi, ti dicono “sei lì, il livello c’è, non succede niente”. Ma quando li vinci ti rendi conto di quanto siano importanti e chiaramente è stato così questa settimana, perché mi è andata molto bene.
Nuovi programmi
Cosa ha significato per te “vendicare” Carlos Alcaraz? Hai vendicato Carlos Alcaraz.
MARTIN LANDALUCE: Sì, sì, sono molto contento di questo. Credo che Sebastián abbia giocato in maniera incredibile contro di lui e sapevo che avrei dovuto fare una partita davvero molto buona. Mi sarebbe piaciuto giocare contro Carlitos, sicuramente ci affronteremo altre volte, però fa piacere quella sensazione di cui si parla, che quando batti uno spagnolo poi ne arriva un altro. Sono molto contento per questo e spero di giocare contro di lui molte volte.
Adesso arrivano diversi 250, Marrakech, Bucarest… ti prenderai una pausa? Il tuo prossimo passo potrebbe essere Monte Carlo? Sogni di giocare a Monte Carlo, lo visualizzavi già da bambino?
MARTIN LANDALUCE: Sì, Monte Carlo è un torneo che tutti i giocatori considerano tra i migliori del circuito e sto valutando quali tornei giocare. Prima di questa settimana avevamo già chiari alcuni tornei, ma le decisioni sono un po’ cambiate, così come le possibilità. Per ora non ho molto chiaro cosa giocherò, ma sì, voglio sempre disputare i tornei più importanti e so di essere capace di fare bene.