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“Giulia aveva 27 anni, io 64. Faceva la stagista. Ci incrociamo in corridoio, ci guardiamo, ci innamoriamo. Pensavo di rovinarle la vita”: così Alberto Barbera

A 76 anni, Alberto Barbera, critico cinematografico e direttore della Mostra del Cinema di Venezia, ha raccontato al Corriere della Sera il lato più personale della sua vita, tra carriera, passioni, amori e rimpianti. Una vita scandita dai film, ma anche da scelte di cuore che hanno segnato il suo percorso. “All’inizio non vedevo film, li immaginavo soltanto. Oggi ne guardo quattromila all’anno”, confessa Barbera, che ogni gennaio inizia una vera “maratona” per selezionare le pellicole migliori. Il suo metodo è netto: “Venti minuti: se il film non regge, stacco. Non puoi perdere la vita dietro alle cose brutte. Il peggio è quando arrivi alla fine e dici: che diavolo ho fatto, ho perso due ore”.

Da adolescente, la sua strada poteva essere un’altra: “A 14-15 anni pensavo seriamente di fare il prete. Leggevo in chiesa il Venerdì Santo, poi sono diventato agnostico”. Oggi, il cinema è la sua vita, e film come Jules e Jim (che racconta una relazione aperta) rivelano ciò che lo affascina: “Non l’ho mai vissuta, ma l’ho sempre teorizzata. Cercavo di convincere la mia prima moglie che fosse la soluzione migliore per i rapporti di coppia”.

Barbera ha avuto relazioni importanti, alcune concluse con rimpianto. Poi è arrivata Giulia Rosmarini: “Giulia aveva 27 anni, io 64. Faceva la stagista all’ufficio stampa della Mostra. Ci incrociamo in corridoio, ci guardiamo. ‘Eye contact’, come dicono gli americani. Ho pensato: questa ragazza è bellissima”. Una storia iniziata tra sensi di colpa e clandestinità: “Pensavo di rovinarle la vita”. Oggi la stilista e e il direttore della Mostra del Cinema di Venezia sono sposati e hanno due figli, nati quando Barbera aveva già superato i settant’anni. Un percorso segnato da sfide familiari: “Luca è stato quello che ne ha sofferto di più. Oggi ha 27 anni ed è solidissimo, ma per anni non è uscito di casa. So bene che l’origine di quel disagio sono stato io”.

Cinema e rapporti con gli attori

Riguardo al cinema contemporaneo, Barbera osserva un cambiamento del dibattito: “Il dibattito sul tema è scomparso”. E sugli attori, poche eccezioni: “Li vedo pochissimo. Ma con George Clooney ho un rapporto amicale. Mi invitò a vedere Suburbicon a casa sua, nella campagna fuori Londra. Aveva una piccola sala di proiezione in una dependance. Cuoco personale italiano. Parlammo di cinema e politica. Era il periodo in cui lo volevano candidato alla Casa Bianca. Lui rideva: “Figurati se faccio il presidente”.

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