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In provincia di Venezia crescono le iscrizioni ai licei: scelti da uno studente su due

Caro, vecchio liceo. A Venezia il calo di iscrizioni nei licei a scapito degli istituti tecnici non si registra affatto.

Piuttosto, il contrario: crescono le iscrizioni ai licei, diminuiscono quelle dei tecnici. Nella provincia di Venezia uno studente su due ha scelto ancora liceo, mentre i tecnici sono scelti dal 37 per cento dei primi iscritti e gli istituti professionali dal 16%.

Nonostante la promessa di trovare un lavoro in tempi record, subito dopo il diploma, nonostante le proposte sempre più innovative, i licei dunque tengono. Anzi, si confermano le scuole più scelte dagli studenti: nel Veneto la percentuale delle iscrizioni al liceo è del 46 per cento, a Venezia addirittura del 49,9 per cento. Dieci anni fa a scegliere i licei era una percentuale inferiore: il 39%.

In termini assoluti, la provincia di Venezia registra ben 3.054 iscritti nei licei, 2284 negli istituti tecnici, 746 nei professionali. Piacciono soprattutto i licei delle scienze umane e gli indirizzi sportivi e musicale.

Stabile il liceo classico, in leggero calo rispetto a dieci anni fa lo scientifico tradizionale così come il linguistico, mentre sono sempre più apprezzati i licei delle scienze umane, sia con l’indirizzo canonico, con psicologia e pedagogia come materie di indirizzo, che l’opzione dell’economico sociale, con qualche ora anche di diritto ed economia.

Dal 3% delle iscrizioni al percorso tradizionale del 2014, la percentuale quest’anno ha superato di poco il 5%, mentre l’economico sociale ha raddoppiato i suoi iscritti, passando dal 2 al 4,5%.

Impennata di studenti anche al liceo scientifico con indirizzo sportivo, che prevede più ore di scienze motorie spalmate solitamente nel pomeriggio: dallo 0,4% delle iscrizioni di dieci anni fa, oggi queste sono il 2% di quelle totali. L’incremento si vede anche nel brevissimo termine, dal momento in cui lo scorso anno i primini erano l’1,4%.

«L’interesse è elevato anche per l’indirizzo musicale» commenta Maria Rosaria Cesari, preside del liceo Marco Polo di Venezia che, appunto, oltre al classico e artistico conta anche il musicale. «Quest’anno avevamo 50 richieste, ma abbiamo potuto accogliere solo 25 studenti, il numero massimo per una classe, visto che per legge ne possiamo fare solo una» aggiunge.

Nonostante il calo demografico, che probabilmente negli istituti superiori si farà sentire solo tra qualche anno, al Marco Polo sono partite anche questo settembre sei prime, un numero in linea con quello degli altri anni.

«Evidentemente l’offerta risponde ai bisogni dei ragazzi» prosegue la preside, sottolineando come anche il classico continui a essere scelto come «garanzia di una solida formazione», ma attirano anche le novità, come la curvatura dedicata ai nuovi linguaggi della comunicazione, che il Marco Polo ha introdotto quest’anno, aggiungendo ore pomeridiane inerenti alla comunicazione giornalistica, alla fotografia, ma anche cinema e podcast.

Un calo importante, invece, per gli istituti professionali: se dieci anni fa le iscrizioni erano il 20% di quelle totali, quest’anno non hanno raggiunto nemmeno il 15% e, nel Veneziano, la percentuale scende ulteriormente al 12%.

Il più gettonato è l’alberghiero (3%), diminuito rispetto al 2014, quando veniva scelto dall’8% degli studenti iscritti in prima superiore negli istituti professionali.

Questo, inevitabilmente, ha ripercussioni anche sul sistema economico e produttivo: meno diplomati nei professionali - che, appunto, insegnano un mestiere - si traducono in meno forza lavoro nel futuro, visto che, di conseguenza, i neo diplomati decidono di proseguire gli studi all’università. Più stabili, invece, le iscrizioni negli istituti tecnici, pari al 39%, diminuite di un solo punto percentuale rispetto a dieci anni fa.

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