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Dopo 15 anni pronto il progetto per il nuovo carcere di San Vito. Costato 10 milioni, ospiterà 400 detenuti

A fine giugno era stata promessa la consegna dei lavori entro l’estate. Promessa rispettata: venerdì 27 settembre, in Prefettura, la firma del contratto che sblocca formalmente i lavori del nuovo carcere della provincia di Pordenone, a San Vito al Tagliamento.

All’inizio dell’estate il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, con il sottosegretario Delmastro delle Vedove e il parlamentare Emanuele Loperfido, avevano annunciato, sempre in una conferenza con il prefetto e i Comuni di Pordenone e San Vito, che erano stati individuati i 10 milioni di euro necessari a chiudere il nuovo quadro economico (fondi della Giustizia, che si sono sommati ai 41 già previsti dalle Infrastrutture). Adesso le ruspe della Pizzarotti potranno entrare in azione.

Il commento del ministro Ciriani

«Mi rende particolarmente orgoglioso che sia stato fatto un ulteriore passo in avanti verso la realizzazione del carcere di San Vito, opera fondamentale per il nostro territorio. La firma del contratto tra appaltatore e appaltante, che avrà luogo in Prefettura a Pordenone, è il frutto di un lavoro silenzioso ma costante che abbiamo portato avanti negli ultimi due anni con il ministro Nordio, il sottosegretario Delmastro, il Prefetto Manno, l’onorevole Loperfido e i parlamentari friulani – ha dichiarato Ciriani –. Finalmente siamo sulla buona strada per portare a conclusione un progetto che va avanti da oltre 15 anni e che ha avuto una gestazione particolarmente complicata».

La soddisfazione del Pd

All’agenzia del ministro ieri ha risposto con una nota il segretario provinciale del Pd, Fausto Tomasello, ricordando il lavoro delle amministrazioni di San Vito che si sono susseguite, e in particolare quella di Antonio Di Bisceglie, e ha aggiunto: «È una grande soddisfazione poter vedere compiuto un fondamentale atto formale cui auspico seguano al più presto i lavori. Il nuovo carcere, una volta completato, contribuirà a migliorare la sicurezza e l’efficienza del sistema giudiziario locale, offrendo una struttura moderna e adeguata alle esigenze della popolazione carceraria». La nuova struttura si prepara a ospitare 400 detenuti per cui sarà bacino di riferimento per un’area ben più ampia del Pordenonese.

Le prospettive sul castello

Nel momento in cui si sbloccano i lavori di San Vito, si apre anche la partita del futuro del castello di Pordenone, che si affaccia su piazza della Motta e che rappresenta il cuore della città antica. Il trasloco a San Vito è previsto nel 2027. Se l’iter procedurale per il passaggio del castello dal Ministero al Comune è tutt’altro che semplice – come avevano già anticipato a giugno il sottosegretario Delmastro delle Vedove e l’ex sindaco Alessandro Ciriani –, la volontà politica di arrivarci c’è e il tema sarà al centro della prossima campagna elettorale per il Comune. Non fosse altro perché le amministrazioni Ciriani e Parigi hanno investito molte risorse – tra bando delle periferie e fondi Pnrr – per ridisegnare piazza della Motta e i contenitori che si affacciano e chiunque amministrerà nei prossimi anni non può permettersi di avere una struttura come il castello disabitata. Senza contare che l’ex maniero, così come la piazza e l’ex convento, dialogano con l’area in cui si trovano i resti delle mura della città e con il futuro parco delle mura nell’area Tomadini, per la quale Pordenone ha intercettato un nuovo finanziamento europeo (che rientra nel bando Cati). Una sfida che avrà bisogno di idee ed energie.

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