Elezioni del Rettore nel 2025: è partita la corsa per l’università di Pavia
PAVIA. La campagna elettorale è iniziata: nel 2025 l’ateneo eleggerà il nuovo rettore. O rettrice, visto che tra i potenziali candidati c’è – per la prima volta – almeno una donna: stando alle informazioni più sicure, per adesso la sfida è tra i delegati dell’uscente Francesco Svelto, che concluderà il suo mandato il 30 settembre.
Il voto sarà a maggio inoltrato ma c’è chi scopre le carte fin da subito, e si dice pronto a guidare un ateneo da 27mila studenti con importanti investimenti da mandare avanti come il futuro parco Cardano. «È chiara a tutti la mia intenzione di candidarmi, mi sto già muovendo in questo senso lavorando a un programma» dice Stefano Sibilla, professore di ingegneria che per primo ha rotto gli indugi. Quella di Silvia Figini non è una candidatura ufficiale ma tutto lascia intendere che lo sia: «È nato un tavolo di riflessione che mette insieme molti colleghi, di cui faccio anche parte io. Prima che a un nome stiamo pensando a un progetto» dice la delegata all’orientamento in ingresso e docente di Statistica. Voci insistenti parlano anche di Alessandro Reali, delegato del rettore alla ricerca internazionale e ai ranking che, al momento, non conferma né smentisce: «Credo sia corretto non commentare per ora».
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La posta in gioco
Dalla riforma Gelmini del 2010, il mandato del rettore dura sei anni senza rielezione: i tentativi politici per una proroga si sono finora conclusi con un nulla di fatto.
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Il successore di Francesco Svelto dovrà confrontarsi con alcuni progetti ancora sul tavolo. Tra questi la realizzazione del dodicesimo collegio universitario nell’ex Mondino o la costruzione del parco Cardano, il centro di ricerca da 14 milioni in gran parte finanziati da Regione: in una città come Pavia, i poteri del rettore non si limitano alle questioni accademiche ma hanno effetto pure sul tessuto urbano. Ci sono poi le connessioni con la sanità, visto che il rettore presiede il cda del Mondino e l’Università ha stretti rapporti con il San Matteo (dove nomina una quota di primari) – e Maugeri.
Stefano Sibilla, classe 1967 e origini milanesi, si dice pronto ad affrontare la sfida. «Voglio lavorare per portare avanti l’identità dell’ateneo che dev’essere meglio trasmessa all’esterno. Dagli ospedali ai rapporti con le aziende, i nostri punti di forza sono molti e dobbiamo lavorare su quelli» dichiara il prorettore alla qualità, laureato in Ingegneria aeronautica al politecnico di Milano che, tra i vari incarichi, ha fatto parte della Commissione edilizia del senato accademico di Pavia. Aspetto che Sibilla si impegna a portare avanti, se eletto: «L’attuale rettore ha avviato ottime iniziative in campo edilizio, con le quali mi voglio porre in continuità. Non solo il parco Cardano: l’università ha un patrimonio di edifici da valorizzare verso l’esterno. E anche da manutenere, come la sede storica, l’orto botanico o la Nave. Un altro aspetto è quello della sostenibilità. Siamo uno degli atenei meglio gestiti in Italia ma, tra i fondi del Pnnr destinati a finire e i finanziamenti ministeriali in diminuzione, dobbiamo essere pronti».
La prima scintilla dell’ateneo pavese si fa risalire al Capitolare Lotariano che rese Pavia polo di studi del nord Italia: in questo 2025 ricorrono i 1200 anni da quell’evento.
Stando a quanto si mormora, Sibilla avrebbe cominciato a sondare il terreno anche fuori Ingegneria poiché, sebbene sia un dipartimento importante, non basta il consenso di un solo settore per vincere. Ne sembra consapevole anche Silvia Figini, tortonese classe 1977, che ha scelto un approccio diverso. Pur non ufficializzando la sua candidatura, mette le cose in chiaro: c’è un tavolo di lavoro aperto lo scorso ottobre e partecipato da docenti di buona parte dei dipartimenti. «Il rettore non è solo un figura di governo ma anche espressione di una comunità accademica fatta da docenti, personale e studenti. A tutti deve essere data la possibilità di scegliere un progetto per il futuro, non solo una persona» dice la docente laureata a Pavia con un dottorato in Bocconi, peraltro direttrice del dipartimento di Scienze politiche e sindaca di Casalnoceto (Alessandria). «Stiamo pensando al progetto prima che alla persona da candidare. Quando avremo le idee chiare proporremo un nome, convinti di scegliere quello che meglio potrà realizzarlo rappresentando tutti: docenti, studenti e personale». È ancora presto, ma sembra che una parte dell’area sanitaria sia disposta a sostenere la corsa di Figini. Se ufficializzasse le sue intenzioni, sarebbe la prima candidata donna a Pavia. «Coinvolgimento e trasparenza sono le parole d’ordine del nostro tavolo, che è aperto a chiunque voglia contribuire a rendere l’ateneo ancora più forte nella didattica, nella ricerca e nell’innovazione tecnologica, costruendo un clima di inclusione tra dipartimenti e valorizzando le sedi periferiche, come il polo di Cremona».
Lunedì 20 gennaio il rettore Svelto inaugurerà il suo ultimo anno accademico al Fraschini; ospite d’onore Sunil Kumar, presidente della Tufts University di Boston.
I delegati dopo
Quello di Figini è un approccio focalizzato sul programma, tanto che rimanda al dopo-elezioni la discussione sui delegati del rettore, il “consiglio dei ministri” di ateneo. «Se il nostro programma sarà ben valutato durante le elezioni, solo dopo penseremo alla governance, che sarà formata da docenti di tutti i dipartimenti. Senza esclusione». Negli ultimi giorni, si sono fatte insistenti le voci su una possibile candidatura di Alessandro Reali, pavese classe 1977. Premiato e dall’Accademia delle Scienze di Torino per i suoi meriti accademici, il docente di Ingegneria non si sbilancia. «A pochi giorni da un evento importante per il rettore e la nostra comunità, come l’inaugurazione dell’anno accademico, preferisco non commentare». Da capire come si orienterà il dipartimento di Ingegneria, visto che da lì che arrivano due potenziali candidati (oltre all’attuale rettore, ingegnere elettronico) e se, in vista della presentazione delle candidature, ci sarà una ricomposizione. Tra gli altri candidati possibili, si parla di Pietro Previtali, Cristina Tassorelli e Tomaso Vecchi. —