Scarmagno, per il polo logistico: iter fermo da 5 mesi, sfuma pure il via ai lavori del 2025
SCARMAGNO. Dopo Italvolt con le batterie al litio per auto elettriche, il timore è che sfumi anche la partita del Polo logistico della Pdc industrial, società internazionale di logistica della Panattoni company development.
I lavori, all’ex comprensorio Olivetti, erano stati annunciati direttamente dal dirigente della sede italiana della multinazionale della logistica Jean Luc Saporito per il 2024, poi per l’inizio del 2025. Ma da oltre cinque mesi il Comune di Scarmagno è in attesa che la società approvi l’ultima versione della convenzione (decennale), e fissi la data per formalizzarla con atto notarile, step in funzione dei quali i lavori potrebbero effettivamente partire, trattandosi di Piano esecutivo convenzionato.
Tutto tace dal 14 ottobre
La palla è passata al colosso della logistica il 14 ottobre scorso; da allora ogni sollecito partito dal municipio guidato dal sindaco Adriano Grassino è stato lettera morta. Interpellata sul futuro dell’ex sito Olivetti anche in questi giorni la società ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Mentre l’assessore regionale alle Attività produttive Andrea Tronzano, in merito, ha usato parole che potrebbero far pensare ad altri sviluppi: «La Regione è sempre disponibile ad ascoltare e valutare con attenzione tutte le opportunità che le vengono sottoposte», si è limitato infatti a dire. Una ricaduta occupazionale pari a trecento posti di lavoro, 700mila euro di oneri di urbanizzazione a ristoro delle casse comunali e la riqualificazione di una parte importante di un’area dismessa ubicata in posizione strategica (le ex Aree urbane di via Montalenghe si trovano davanti al casello dell’autostrada), oltre che ad alto valore simbolico, costituiscono la sostanza di ciò che teme di perdere non solo Scarmagno ma l’intero Canavese. Che su questo insediamento, dopo la doccia fredda di Italvolt, ci contava e ancora ci conta.
La partita non è ancora chiusa, tempo fa giravano voci di un ridimensionamento del progetto originario che oggi però non trovano riscontro alcuno.
Vero è che dal 2023, anno in cui è stato presentato il progetto, il quadro è cambiato parecchio. Non solo è sfumata la possibilità di avere a fianco la gigafactory di Italvolt, ma dalla crisi dell’automotive si è entrati in una crisi economica strutturale che va oltre l’auto e investe trasversalmente tutti settori. Senza contare il quadro geopolitico internazionale altamente incerto, oggi minato pure dalle politiche protezionistiche generate dai dazi di Trump.
«Io non mi illudo più»
«Dopo la delusione di Italvolt ho aspettato a esultare»: il sindaco Grassino da oltre due anni segue l’evolversi al fianco di Simone Lancerotto, il tecnico comunale. All’estate scorsa risale l’ok al progetto definitivo ed esecutivo redatto con il Pec dalla società di ingegneria Ep&s di Torino, sulla base delle richieste di integrazione formulate da Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino, Comune di Scarmagno e altri enti territoriali di controllo. Tra queste, alcune modifiche alla viabilità di accesso all’area, relative alla rotatoria prevista sulla sp 56, davanti al casello dell’autostrada e al mantenimento di una stradina sterrata che il Comune ha chiesto di mantenere per non penalizzare gli agricoltori. L’area era stata acquisita anni fa da Pdc industrial, in qualità di unico offerente ad asta pubblica indetta da Aree urbane.
Questi i numeri del progetto Panattoni park Torino Nord resi noti a inizio iter: un magazzino di 85.809 mq con un'altezza netta di 12 metri, illuminazione a Led, tetto con pannelli fotovoltaici da 4,2 MWp miranti a enfatizzare il modello originale della griglia Olivetti, ampi spazi esterni e strutture ricreative per i dipendenti, uffici per 4.022 mq. Particolare attenzione si era voluta dedicare alla cabina di accesso, che infatti il progetto prevedeva di restaurare come unica testimonianza della fabbrica olivettiana.