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Leone XIV: un moderato e concreto tessitore di pace

Ogni papa fa storia a sè e Leone XIV, certamente figlio di questi tempi, ci sorprenderà. 

E’ un agostiniano , moderato, pacato nei toni, tenace, attento, riflessivo, ma non un conservatore e meno che mai vicino a Trump, contro cui è stato in polemica sulla questione migranti.  E’ stato eletto, dopo il quarto scrutinio, come primo papa nord americano, il 69enne Francis Prevost di Chicago.

Una decisione inattesa, che ha destato sorpresa tra i 150mila che affollavano Piazza San Pietro dopo la fumata bianca delle 18.18  dell’8 maggio 2025. 

Alcune voci affermano come i giochi fossero già fatti, vedendo dietro la rapida elezione un possibile improvviso diniego del superfavorito porporato veneto,segretario di Stato della Santa Sede,  Pietro Parolin

Un passaggio su cui avrebbe pesato il fatto che gran parte dei 133 cardinali (di 70 paesi), ammessi al Conclave, erano stati nominati da Bergoglio.

Leone XIV, dopo il diploma in chimica, si è laureato in matematica in Pennsylvania e poi in filosofia, oltre al dottorato in diritto canonico,  parla correttamente diverse lingue.   

 Un pontefice statunitense che, per le sue origini e il suo percorso, rappresenta un ponte tra il mondo americano, latino ed europeo. 

Un fatto riscontrabile anche nelle sue origini: nonni  immigrati da Spagna e Francia (nonna materna di Le Havre),  un bisnonno materno ligure mentre i genitori sono nati come lui a Chicago.

 Leone XIV si può considerare un peruviano di adozione. In Perù è stato per vent’anni come missionario, sacerdote e vescovo. Non a caso  nel suo saluto si è rivolto anche in spagnolo. 

E’ presto per dare giudizi tuttavia Il nuovo papa nella presentazione, leggendo ed evitando battute fuori dal contesto ufficiale, ha posto come fattore centrale la necessità di costruire ponti per la pace definita disarmante. 

Non è un personaggio da effetti speciali, da battute fulminanti che piacciono tanto a livello mediatico,  ma già in pochi giorni è riuscito a muoversi esprimendo con chiarezza e ponderatezza alcune  linee guida comportamentali per smuovere una chiesa sempre più in crisi di vocazioni e nella partecipazione dei fedeli, cui si aggiunge un pesante quadro finanziario.

In ogni caso sono significative  le immediate congratulazioni ricevute , oltre che da Trump, dal discusso Patriarca di Mosca Kyrill, mai tenero con Francesco, che si è augurato lo sviluppo delle relazioni tra le Chiese cristiane.

 Un papa, diverso da Francesco, che risulterebbe  alquanto cauto sul tema delle riforme (sacerdozio, ruolo delle donne, diritti civili), ma estremamente in linea con il suo predecessore su dignità e accoglienza dei migranti. Insomma un pontefice che si potrebbe definire moderato,  ben lontano dalle logiche populiste, autocratiche e assolutiste che oggi vanno di moda anche in Europa. Un papa che senza  proclami e battute si spera possa  attuare dei passi importanti nell’atteso  rinnovamento,  affrontando anche “misteri” come quello della cittadina vaticana Emanuela Orlandi, sparita nel nulla nel 1983,   per la quale nel 2023 è stato aperto un fascicolo anche da parte della giustizia vaticana che, per ora, non ha fornito granchè.   

Il cardinale cileno Fernando Chomali , molto vicino a Leone , riferisce come  la scelta di quel nome  sia legata a Leone XIII. Un papa che, oltre ad essere quello del dopo Breccia di Porta Pia, che pose fine al potere temporale dei papi, rimase famoso per l’enciclica “Rerum Novarum” sul mondo del lavoro, in un momento, di forti cambiamenti (rivoluzione industriale) di fine 800 , come si registra oggi per le sfide che implica l’innovazione tecnologica  e l’intelligenza artificiale.

Leone XIV non risulta inviso ai conservatori americani ed a quella galassia tradizionalista e complottista che, specie dall’America, ha pesantemente dipinto Papa Francesco come eretico, usurpatore e anticristo, alimentando sul web la favole del Codice Ratzinger. 

Nella sua prima omelia ha criticato chi ricorre al Cristo Superstar, come  una sorta di supereroe, riscontrando  in questo approccio una sorta di ateismo. Un passo che è sembrato un  attacco a tanti cristiani di fatto atei nei loro comportamenti. Un giudizio negativo  che si potrebbe estendere a  quelle comunità e sette, molto diffuse negli States,   che invocano il salvatore come un ancora di salvezza  in un contesto di esaltazione mistico superstiziosa.

Il papa non è parso, ma siamo solo all’inizio, particolarmente empatico  tuttavia , con la sua umiltà e preparazione registra un forte generale attenzione  . Ricordiamo quanto  l’empatia sia  importante nel dialogo con le masse. Non a caso figure molto diverse ma estremamente empatiche come Papa Luciani, Papa Wojtyla, Papa Francesco siano  entrate nel cuore e nell’immaginario di credenti e no, a differenza di un papa come Ratzinger e di  Paolo VI , decisamente ermetici, in particolare del papa tedesco, raffinato intellettuale, di cui pochi ricordano un momento, un’espressione, una frase.

Per alcuni osservatori certo non bigotti, la scelta di Leone comunque è all’altezza del difficile quadro politico internazionale,  e per le sfide mirate a costruire una Chiesa più partecipata, oltre all’obiettivo di  rilanciare di un  forte  monito di pace e disarmo,  con concretezza e non solo come mantra.

 In tal senso si è fino ad ora distinta l’opera del cardinale Matteo Maria Zuppi come infaticabile mediatore (Russia Ucraina) e come persona aperta al confronto diretto con i cittadini.

Un papa che, come papa Bergoglio, conosce e ha condiviso da missionario il mondo dei poveri e delle bidonville. La scelta di un pontefice di origine latina, la dice lunga sul peso che ormai ha il cattolicesimo latino americano rispetto a quello europeo alquanto in crisi.

Tradizione e non tradizionalismo.   L’attenzione anche nei paramenti alla tradizione posta da Leone può costituire un segnale per la fine delle forti tensioni che hanno animato le diverse componenti, specie conservatrici, presenti all’interno del Vaticano, oggetto nel passato di fortissimi contrasti nei periodi più bui della storia italiana del secolo passato. (Calvi, P2 , Marcinkus, caso Orlandi)

Si vedrà se anche Leone XIV, come aveva iniziato a fare Francesco, riuscirà a tagliare privilegi e sprechi, e riportare un equilibrio i bilanci malandati del Cupolone. Per quanto riguarda la comunità Lgbtq non pare si riscontrino particolari passi avanti nel solco di una tradizione, ma è presto per dare giudizi partendo da vecchie prese di posizione. Si spera in un rinnovamento, mentre un vento iper conservatore, populista e intollerante continua a soffiare in occidente.

Un papa giovane dai toni pacati che potrebbe riportare quel dialogo e quella diplomazia fondamentale in un mondo carico di tensioni  politiche, dittature, autocrazie e discriminazioni.

Conclave show

I programmi televisivi sulla Chiesa del conclave han toccato punte vertiginose di ascolti, in particolare  nella giornata della fumata bianca, con share al 44% e 14 milioni di telespettatori che, atei o credenti , hanno seguito in massa un rituale religioso che continua a colpire più come spettacolo che come evento cristiano. 

Un segno del fascino, nonostante le perduranti critiche,  di quel Cupolone  che parla al mondo da secoli. (La basilica di San Pietro è stata iniziata nel 1506 ed ultimata nel 1626).

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