“Enzo Tortora. Dalla luce del successo al buio del labirinto”: ecco alcuni estratti della nuova edizione
Dagli studi di “Portobello” al carcere di Regina Coeli: la parabola di Enzo Tortora, uno dei giornalisti e conduttori televisivi fra i più amati in Italia, ha rappresentato un caso di malagiustizia come pochi e torna a far discutere con un libro. Tornato in libreria per Compagnia editoriale Aliberti, “Enzo Tortora. Dalla luce del successo al buio del labirinto” del giornalista Daniele Biacchessi, con la postfazione di Silvia Tortora e un contributo di Roberto Spagnoli (Radio Radicale), racconta la carriera del Tortora giornalista, uomo di spettacolo, cittadino ingiustamente accusato, incarcerato e infine assolto.
Un saggio che ripercorre l’intera vicenda giudiziaria, da quel 17 giugno 1983, quando il giornalista e conduttore televisivo, accusato di traffico di stupefacenti e contiguità con la camorra, fu esposto, in manette, alla folla che gli urlava e sputava contro. Tortora, che non si dichiarava innocente, bensì estraneo da tutte le accuse, condannato in primo grado a dieci anni di carcere, sarebbe morto cinque anni dopo, a causa di un tumore, distrutto dall’indifferenza.
“Perché ristampare un libro come questo? – si chiede l’autore -. Per fare memoria, per smuovere le coscienze, per impedire che possa ancora avvenire nel nostro Paese un caso giudiziario come quello di Enzo Tortora”.
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