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Garlasco, il retroscena choc: «Hanno incastrato Stasi». Due nuovi testimoni possono cambiare la storia

A distanza di più di diciott’anni, il caso dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco, potrebbe conoscere finalmente una svolta decisiva. A rilanciare l’attenzione è stata l’ultima puntata di Zona Bianca, andata in onda domenica 4 gennaio 2026, dove l’inviato delle Iene Alessandro De Giuseppe ha parlato apertamente di nuovi elementi in grado di «ribaltare le indagini».

Le due testimonianze che riaprono il caso

Secondo De Giuseppe, esistono due testimonianze dirette già raccolte dalla Procura. Una persona avrebbe visto qualcuno «dove non doveva essere» all’incrocio con via Pascoli tra le 9.30 e le 10 del mattino del giorno del delitto; un secondo testimone, titolare di un’attività, avrebbe confermato la presenza di un’altra persona in un luogo incompatibile con la versione ufficiale, aggiungendo di temere ritorsioni. «Sono circostanziatissime», ha sottolineato la Iena, parlando di un clima di paura che da anni aleggerebbe su una famiglia di Garlasco. E ha concluso laconicamente «A Garlasco in tanti hanno visto e ora iniziano a svegliarsi le coscienze».

Il nodo Muschitta e la ragazza in bicicletta

Tra i retroscena emersi, c’è anche un possibile riscontro alla testimonianza di Marco Muschitta, l’operaio che in passato disse di aver visto una ragazza bionda in bicicletta vicino alla scena del crimine, salvo poi ritrattare. De Giuseppe sostiene di aver individuato un altro testimone che avrebbe visto la stessa scena, rafforzando l’ipotesi che quella visione non fosse isolata. Che quella ragazza bionda fosse una delle gemelle Cappa? Un’ipotesi certamente suggestiva, ma sarebbe ingiusto azzardare qualsiasi tipo di conclusione prima che le indagini facciano (speriamo in maniera definitiva) il loro corso. Già da alcune settimane è atteso un servizio sul delitto, annunciato dalle Iene e firmato proprio da De Giuseppe. Il materiale scottante sarà pubblicato a tempo debito, per evitare che interferisca con valutazioni e indagini giudiziarie molto delicate in fieri.

Come avrebbero incastrato Alberto Stasi

Non meno clamoroso il passaggio su Alberto Stasi. L’inviato ha riferito di una telefonata, risalente al 2007, nella quale qualcuno che all’epoca stava indagando sul caso avrebbe chiesto esplicitamente di «trovare qualcosa per incastrare Stasi». Pochi minuti dopo, sarebbero comparsi 2,5 grammi di Dna di Chiara Poggi «puro e pulito» sui pedali della bicicletta di Alberto. Un dettaglio che, se verificato, potrebbe riaccendere il dibattito sulle prove e portare a una conclusione ben diversa.

Verso una nuova fase

Sono stati anni di silenzi e paure. Di alcune cose dette a metà e di altre non dette proprio. Errori (volontari o involontari), menzogne e superficialità hanno accompagnato il delitto di Garlasco dal 13 agosto 2007 a oggi. Ma forse questa volta De Giuseppe ha scoperchiato il vaso di Pandora. Forse ci stiamo avvicinando alla giustizia per Chiara. E anche per chi sarebbe andato in carcere da innocente ed è stato dipinto come un mostro, un assassino «dagli occhi di ghiaccio». Forse il 2026 sarà l’anno della verità.

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